The Project Gutenberg EBook of Nabuco, by Ferdinando Fontana

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Title: Nabuco

Author: Ferdinando Fontana

Release Date: May 3, 2008 [EBook #25312]

Language: Italian

Character set encoding: ISO-8859-1

*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK NABUCO ***




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                L'ORRENDA MACCHIA


                    F. FONTANA

                      NABUCO

               (Concorso SICCARDI)


                    Nabuco il Grande re di Babilonia,
                    figlio di Nabopolassar, assedi due
                    volte Gerusalemme e conquist la
                    terra. Orgoglioso delle sue vittorie,
                    os credersi superiore a Dio, che lo
                    pun rendendolo pazzo; sicch egli
                    and errando come bruto nelle foreste.
                    Non ricuper la ragione che poco
                    tempo prima di morire.

                                               LA BIBBIA.




             PRESSO L'AUTORE-EDITORE
                Piazza Monforte, 1
                      MILANO



                    LECCO 1893
        _Tipografia e Cartoleria_ A. ROTA




PREFAZIONE


Questo poema,--bench opera a s,--nella mia mente di
autore-editore  il primo volume d'una _Collezione_ che avr
per titolo generale _L'orrenda Macchia_ e nella quale 
mio desiderio di pubblicare scritti d'ogni sorta e d'ogni
autore che giovino alla propaganda contro la guerra.

Oggi, iniziandola col _Nabuco_, mi sia permesso, oltre
qualche idea fondamentale, d'esporre anche i criteri
speciali, che mi indussero a comporre un poema, anzich un
lavoro letterario di indole diversa.

                             *

La fine del nostro secolo, caratterizzata dagli eserciti
immani, rassomiglia ad una foce strozzata da rupi enormi,
alla quale faccian capo molti fiumi. Tutte le grandi
quistioni, che agitarono sempre l'umanit, vi ribollono e vi
rigurgitano, volendo ogni onda, ogni opinione passare per la
prima; ma, fino a quando le rupi enormi--gli immani
eserciti--staranno, sobboliranno invano le contese di
priorit e rigurgiteranno ben anco in dolorose reazioni,
poich la paralisi, cio la confusione, cio la menzogna
(che  il peggior male di tutti!), laddove impera lo spettro
della guerra, si impadronir sempre pi di ogni partito,
accada ci nelle monarchie o in una repubblica come la
francese.

Mentono infatti i conservatori d'ogni tinta, chiusi fra le
crescenti spese d'armi, che la loro politica richiede, e la
necessit di non poterla abbandonare; e si cammuffano da
liberali, persino da socialisti, pur di procrastinare la
propria rovina. Mentono i repubblicani delle monarchie e
quelli della repubblica francese: impotenti i primi a
smuovere popoli inermi, dinanzi ai quali stanno falangi
tanto raffinatamente armate, da valere ogni loro soldato un
battaglione di vent'anni fa; impotenti i secondi a fondare
una vera repubblica, cio federale come la svizzera e
l'americana, e a compiere le riforme sociali, sola missione
che possa avere una repubblica moderna. Mentono persino i
socialisti, che, pur tanto numerosi e tanto bene organizzati
in Germania, anzich poter mettere in pratica il loro
programma, debbono ancora, o chinar la testa agli ulani
minacciati dall'imperatore, o limitarsi a lottare, sul campo
ristretto d'un parlamentarismo eunuco com' il tedesco,
contro un'aumento di spese militari.

La necessit prima, dunque, la pi urgente,  quella di
abbattere quelle rupi; e il prender parte all'agitazione di
chi mira a tale scopo  obbligo di ogni uomo che voglia
pretendere il nome di civile, qualunque sia la sua opinione
politica. Poich, egli non pu accampare il solito sofisma:
esser la guerra una _necessit storica_ dovendo parergli
evidente che le _necessit storiche_ sono un derivato puro e
semplice degli ambienti sociali; sicch, se in tempi dal
giure ristretto, quasi ancor schiavo della forza, poteva
esser necessit il mantenimento della guerra, nei nostri,
dal giure allargato, cio capace di surrogarsi ai metodi
arcaici della forza, diventa appunto necessit storica la
sua abolizione.

N queste ragioni son di quelle, come si suol dire, campate
in aria; no; poich gi abbiamo popoli che ce le mostrano
ogni d in pratica, quali la Svizzera e gli Stati-Uniti,
che--per consenso universale,--sono a _fatti_ pi innanzi di
noi nei metodi di civilt.

Ivi la donna (pietra ai paragone, questa, per i popoli e per
gli individui)  meglio trattata; non da mercanti di schiave
truccati da cicisbei, come da noi, ma da galantuomini:
nell'educazione, nelle leggi; tantoch essa pu sperarvi
molto meno lontana la propria compartecipazione alla vita
politica. Il fanciullo pi amato, non vezzeggiato soltanto.
Il debole meno schiacciato dalla forza brutale, da balzelli,
dal caro dei viveri, dalle fiscalit. Il giure cos
perfezionato da render sacra l'ospitalit ai perseguitati
politici. L'istruzione diffusa, larga, popolare. E,
finalmente, i partiti politici, base prima della vitalit
d'un popolo, nettamente definiti; non essendovi possibilit
di confusione l dove tutte le opinioni possono essere
ampiamente discusse, non soffocate da quei cannoni, i quali,
come argutamente disse Filippo Turati, hanno s le bocche
rivolte al confine, ma sparano dalla culatta.

     Negli Stati-Uniti le leggi obbligano il Governo a non
      far lavorare pi di 8 ore tutti i suoi impiegati ed
      operai; col non esiste il terribile _libretto_ degli
      operai, il salario dei quali , in media, 4 volte
      maggiore di quello d'un operaio italiano, mentre i
      viveri vi sono pi a buon mercato che in Italia; col
      finalmente gli operai sono armati, tantoch, prima di
      porsi in sciopero, gli operai di Homestead poterono
      esercitarsi alle armi liberamente su piazze pubbliche,
      preparandosi alla difesa!

                             *

Poich  bene intenderci: Coloro che accusano gli amici
della pace di voler ridurre gli uomini ad esser conigli o
capponi, non possono essere che sciocchi o gente in mala
fede; l'opera degli amici della Pace mirando appunto
evidentemente allo scopo diametralmente opposto.

No, non contro la _difesa_ delle genti, ma contro l'offesa,
muove la propaganda degli amici della Pace, dei demolitori
dei grandi eserciti; essa mira, non a togliere le armi che
ognun pu impugnare a propria salvaguardia, ma a sciogliere
la coalizione delle armi fatta a danno di tutti; non a
toglier la rivoltella a chi deve attraversare un bosco, ma a
strappar i tromboni dalle mani dei briganti che attendono al
varco.

Ci  tanto evidente, che gran parte della loro propaganda
ha per argomento la _Nazione Armata_ e che i migliori loro
uomini, come il Colajanni, ad essa dedicano attivit di
studi indefessi[1] volgarizzando, s, l'odio all'arme
liberticida, disumana, ma, in pari tempo, l'amore all'arme
che si brandisce per il diritto; dimostrando a luce
meridiana, che, perch la guerra non sia, occorre che
_tutti_ abbiano un arme; che quello delle armi non deve
essere un mestiere, ma un diritto; che padrone dell'armi
deve essere soltanto il popolo, la collettivit, non una
parte sola di esso; che la sola forza di un paese sta nel
programma: Tutti militi, nessun soldato La qual cosa
accade appunto nella Svizzera; laddove, (secondo gli stessi
scrittori appartenenti ad eserciti permanenti) non solamente
lo spirito militare  senza paragone immensamente pi
sincero, la mobilitazione pi facile, la difesa sacrosanta
della patria pi sicura; ma la pace vi  naturalmente
mantenuta, poich ogni infame idea di conquista, cio di
aggressione alla patria altrui, vi sarebbe impossibile, ch
gli stessi cittadini si solleverebbero contro a colui che
osasse loro proporla, adoperando cos quelle loro armi non
per la guerra, ma contro alla guerra. Forte popolo, forte
davvero, perch fornito del buon senso di quel barcajolo,
(di cui, forse, leggerete pi innanzi) il quale, interrogato
se in certo viaggio dovevasi portare una spada, che pur
aveva servito a orribili gesta, esclamava:

    Un arme?... Sempre!... Finch  tristo il mondo!

     Vedi _Rivista Popolare_ fascicoli III, IV e V.
      (Luglio--Settembre 1893)

                             *

Chi non vede queste cose  un cieco; chi le vede e le nega 
un iniquo; chi, giudicando l'et presente alla stregua delle
passate, va predicando che i bagni di sangue sono
_necessit storiche_  un rtore; chi crede che l'umanit
potr progredire,--cio perfezionarsi fisicamente e
moralmente, strumento vivo (nelle mani d'una forza ignota)
la cui missione  di debellare la materia colle scienze,
colle arti, con ogni umano ingegno--senza sciogliere prima
la coalizione degli eserciti, senza prima escludere le cause
d'ogni terrore, d'ogni inciampo, d'ogni indebolimento,
d'ogni impellente menzogna giornaliera, che la obbliga a
vivere nel minuto e non nel tempo,--costui  un visionario;
chi odia la guerra e non offre, per quel che vale, la
propria forza a coloro che si agitano per abolirla,  un
vigliacco.

E poich in memoria di quell'uomo veramente civile che fu
Francesco Siccardi, l'_Unione Lombarda_ fece appello agli
scrittori italiani per un opera letteraria, che rispondesse
e giovasse ai suoi ideali, io credetti mio dovere di
scrittore e di uomo civile di rispondere a quell'appello
presentando al pubblico questo _poema drammatico_.

                             *

E qui, certo, qualcuno esclamer: Un poema drammatico!...--Ma
credi proprio tu, che questa fosse la miglior forma letteraria,
che potevi scegliere, specialmente a questi lumi di luna di
verismo, e specialmente ora (e si pu dire da molti anni) che
i versi trovano, sui palcoscenici e nelle platee, avversari
cos numerosi e quasi nessun amico?

In parte rispondo nel _Prologo_ a queste osservazioni. In
linea generale rispondo qu:

Il temperamento letterario italiano  innegabilmente lirico:
lo provano le schiere innumerevoli dei nostri musicisti; lo
prova il fatto, che, non soltanto furono e sono poeti due
terzi almeno dei nostri grandi scrittori, ma poeti furono
altres la maggior parte dei nostri grandi uomini; che poeti
furono: e scultori come Michelangelo, e pittori come
Salvator Rosa, e principi come Lorenzino De-Medici e
Vittoria Colonna, e prosatori come Boccaccio, e statisti
come Macchiavelli, e matematici come il Vinci; e furon
persino uomini di governo Dante stesso ed Ariosto.

Aggiungasi l'attitudine al verso ed al canto delle nostre
plebi; la devozione con cui, a Napoli, a Palermo, a Roma, il
popolo oggi ancora sta a sentire i declamatori della
_Gerusalemme_ e dell'_Orlando_; i molti poeti vernacoli
d'ogni provincia d'Italia (notate: quasi nessun prosatore
vernacolo!) cio i poeti pi ingenui, direi quasi pi
indigeni, fra i quali molti sommi davvero e innegabilmente
eguali, se non superiori, a poeti e scrittori nella lingua
nazionale, come il Porta, il Meli, il Belli.

Che pi!--Dopo tante lotte e tanti trionfi alterni di
classici, di romantici, di veristi, ecc.; dopo tanta
letteratura di indole cos varia e cos mirabile, che ci
venne d'oltr'alpi, il temperamento lirico degli italiani 
rimasto tal quale; sicch si pu affermare con sicurezza che
basta ricordare i _Sepolcri_ del Foscolo, tanto al pi
raffinato critico guanto al mediocrissimo dei lettori
d'Italia, perch la loro ammirazione scoppi egualmente
sincera, come se tutta l'intima loro natura si risvegliasse,
non sminuita neppure dal giusto tributo offerto ad altre
forme letterarie nostrali o forestiere che sieno.

                             *

Ma il temperamento italiano non soltanto  lirico,  altres
teatrale.

I nostri musicisti, infatti, sono quasi esclusivamente
operisti; l'opera, anzi,  nata qui. Il risorgimento
delle lettere vi d, addirittura ai primordi, commedie
dello stesso Macchiavelli e di Bruno, insuperate ancora
nell'arditezza. Il poema di Dante si chiama _Commedia_!
Decisamente il teatro noi italiani l'abbiamo nel sangue,
se--come alla lirica--statisti e filosofi al par di quelli,
gli dedicano parte della loro vita.--L'abbiamo tanto nel
sangue, che gli anglo-sassoni ci chiamano persino una
nazione teatrale.--Al che si potrebbe rispondere:
che l'indole d'ogni popolo  fatale, ed ognuno--anche
l'anglo-sassone--ha la propria, coi suoi difetti e colle sue
virt, colle sue esagerazioni e coi suoi equilibri. Ma si
potrebbe soggiungere: che, per noi, il conservar questo
temperamento teatrale  quistione anche di gratitudine;
poich esso ebbe la benefica influenza di tenerci vivi, nel
mondo e fra noi, quando lo straniero ci schiacciava; quando,
cio, non potendo combattere battaglie, Guerrazzi scriveva
dei libri, s, ma, sulle scene, Goldoni era in fiore, e vi
risonavano le melodie di Rossini, di Donizetti, di Bellini,
di Verdi e i versi di Alfieri, di Niccolini, di Manzoni e di
Romani.

Quanto al gusto, alla moda odierna, mi sembra esagerata
l'affermazione di coloro, i quali ritengono che al pubblico
ripugni il verso sulla scena drammatica.

Al pubblico ripugna soltanto la monotonia, e piace la
variet. Il verso gli venne in uggia quando se ne abus,
come gli venne in uggia la commedia a tesi, e come sta per
venirgli in uggia la _pochade_ per lo stesso motivo.--Ma
gi, nel _Prologo_, accenno a queste cose; qui mi sia
concesso di osservare: che i fatti danno torto, anche nel
presente, a quella affermazione; poich, laddove il verso
compare ancora sulla scena drammatica (e non son rare le
volte) purch vi compaja come variet e non come consuetudine,
e purch gli attori siano eccellenti, il pubblico, specialmente
la classe popolare, affolla ancora il teatro pi dell'ordinario.

L'esser poi tali rappresentazioni quasi esclusivamente fatte
appunto dai migliori attori, dimostrerebbe che esse
richiedono maggior ingegno e maggior studio; cio, che sono,
in linea d'arte, d'una _lega_ superiore alle ordinarie;
sicch sarebbe ignobile cosa, non solo il prestar ajuto al
pregiudizio che le avversa, ma il non affrontarlo.

                             *

Dato adunque quest'evidente temperamento lirico-teatrale
del popolo al quale io volevo rivolgermi, e del quale
io sono parte, dovetti convincermi che avrei fatto opera
disonesta--e di fronte ad esso e di fronte a me medesimo--col
lasciarmi vincere da quel pregiudizio, il quale, nel rendermi
dimentico delle tradizioni sue, avrebbe tolto a me la pi
preziosa e proficua dote d'un'artista: la lealt; quanto dire:
la franchezza di fare quel che si sente.

E, d'altronde, la forma del Poema drammatico--schiudendomi
l'adito ad uno dei mezzi pi efficaci di volgarizzamento
qual  il teatro drammatico,--mi lasciava aperte anche, in
pari tempo, le altre vie letterarie: cio il _libro_, la
_conferenza_ e la _scena melodrammatica_.

Nulla infatti impedisce ad un poema (fosse pure il
mio)--anzi gli pu giovare--di esser letto e ponderato: vale
a dire di poter ottenere il giudicio anche di quel pubblico
pi ristretto,  vero, ma pi esigente, che non frequenta il
teatro, ma si occupa di cose letterarie.--Quanto al servir
di conferenza, G. Giacosa, colla sua _Challant_, ha
dimostrato che in Italia non manca il pubblico da ci.

Circa la possibile rappresentazione del mio poema
le migliori assicurazioni mi furono date da eminenti
attori: e A. Ghislanzoni e molti musicisti mi tolsero
ogni dubbio riguardo la sua possibile riduzione
a melodramma, e alcuni maestri di musica, anzi, mi
espressero gi il desiderio di mettersi al lavoro.

     Giovanni Emanuel mi scriveva: _Non solo credo Nabuco
      rappresentabile, ma, se messo in scena come si deve,
      d'esito certissimo. Figurati con che cuore io te lo
      farei se stessi in Italia, ma debbo ripartire per
      l'estero.... e tu sai perch! In Italia, pur non
      essendo degli ultimi, ed essendo, in ogni caso, fra
      gli studiosi e coscienziosi artisti, non riesco a....
      E dire che ci starei tanto volentieri in questa Italia
      bellissima!... Il mio sogno era di far quattrini in
      America per poi tornar qu a dedicarvi all'arte nostra
      tutta la mia vitalit e la mia esperienza... Ma.... 
      un sogno ancora!... Basta.... lasciamo le geremiadi.
      Ti auguro un gran successo_.

      Mi permetto soggiungere che _Nabuco_ verr
      rappresentato dalla nuova compagnia di L. Pilotto e di
      E. Zaccone.

                                  *

Non tacer che, oltre le tradizioni del temperamento del
popolo al quale io dovevo rivolgermi; oltre l'onest mia di
scrittore, che mi obbligava (anche per il mio meglio) a
seguire la forma che sentivo dippi; oltre lo scopo, non
ignobile, parmi, d'andar contro ad un pregiudizio; oltre il
criterio, che la forma del poema poteva darmi adito
all'opinione pubblica per mezzo di ogni esplicazione
letteraria--libro, conferenza, dramma, melodramma;--
specialmente questo pensiero di poter sposare alla musica
l'opera mia mi decise e determin.

Herbert Spencer ha ragione: la musica  linguaggio
Universale. Ed  perci, che, dacch l'umanit tende ad un
ravvicinamento, ad un raggruppamento di tutte le sue forze
verso quell'alta armonia di perfezione, che consiste nel
maggior dominio possibile della materia (vale a dire nella
maggior possibile felicit derivante da giustizia), la
musica, presso le societ antiche negletta, desta
un'attrazione sempre pi viva. Nessuna arte, adunque, pi
della musica,--pi di questo linguaggio universale, che ha
la maga di commovere del pari facilmente uomini di
disparatissimi paesi,-- meglio adatta a sposare l'idea
universale che ispira il mio poema. Pensiero e linguaggio,
allora, troveranno la loro completa forma artistica.

Certamente un poema non pu essere un trattato, un volume di
dati statistici. Trattati e dati statistici avranno il lor
posto, del resto, nella _Collezione_. Ora  un'opera d'arte
soltanto; ed essendo tale, mira, come il _Proximus tuus_ di
A. D'Orsi, pi che a risolvere una quistione, a tenerla
viva, a chiamar a raccolta tutti coloro nei quali sta il
germe della risoluzione.

_La strofa d'oggi sar un'articolo di codice domani_
scriveva A. Ghislanzoni.

Sicch l'opera mia,--per quel che vale,--avr raggiunto il
proprio scopo, se susciter, almeno in un solo dei suoi
lettori e ascoltatori, il desiderio di passare, eccitato
dalla strofa, al campo del codice,--dal sentimentale al
positivo;--il desiderio, cio, di studiare gli scritti, che
uomini eminenti, come il Siccardi, dedicarono a questa
nobilissima causa.





ALLA MIA PALMIRA




IL POEMA




    PERSONAGGI


    IL PROLOGO
    NABUCO
    DARA
    ARGIASP
    ZALA
    JEROBOM,     Esseno
    AFRAISAB,     gigante

    KUNAREND      |
    BRHAM        |
    DARAB         |
    GHEV          | Capitani

    BALTAZR      |
    FASKUN        |
    LORASP        |
    TOGHRUL       |
    GURGHIN       | Cortigiani

    NUSHH        |
    MAHAFERID     |
    GERIRH       | Dame

    EFRAIM,       schiavo ebreo
    JERAK,        mago
    ORMUZDE,      battelliere

Soldati--Satrapi--Sacerdoti--Schiavi med, egizi, sciti,
ebrei--Dame, Danzatrici, Citarede.

_A Babilonia.--600 a. C. circa_.




                     PROLOGO


  Io sono il vecchio Prologo, ma vecchio
    Cos per dir; poich l'Arti non hanno
    (Ed il Teatro, mio padron, con esse)
    Un'et. Ben lo so: la moda e il gergo
    Dei critici, talor, sembrano imporre
    All'Arti Belle coll'et un costume....
    Ma ridon l'Arti di critici e mode!
    Figlie d'un Vero, che Finzion si chiama,
    Piace ad esse vestir gli idoli e l'are
    In varie foggie. Ad ogni nova foggia
    I critici invasati afferman quella
    Esser la sola che accettar si debba.
    Ma ancor finito d'affermar non hanno,
    Che i devoti s'annojano, esclamando:
    _O classici, o romantici, o veristi,
    Siete uguali per noi!... Se mutar foggia
    Vi garba,... meglio!... A noi basta del Nume
    La presenza sentir!_

                          Ond', signori,
    Che il buon pubblico ancor del pari ammira
    Goldoni e Shakespear, Ibsen e Labiche;
    N, forse, gli dorr che sia poema
    Questo spettacol scenico, per l'alto
    Concetto suo.

                  Lagrime e sangue grondano
    Della Storia le pagine; e di tante
    Vittime e tante, che immol la guerra,
    Ignoto  il nome; sol vive il ricordo
    Dei pi truci carnefici.--Felici
    Furon costoro almen?--No!--Dell'umana
    Letizia fecondar non pu le ajuole
    La rugiada del sangue.--Da quei campi,
    Ove sepolti i cadaveri a mille
    A fior di terra stanno, o abbandonati
    Tra solchi immondi, un vibron s'aderge
    A vendicarli!--E te, forse, alla gola
    Gherm a Sedan, o Federico, o biondo
    Imperator, che pur mite nascesti;
    E te, o Nabuco, al cerebro gherma.

  Or dunque, o genti, perch ancor vorreste
    Esser vittime voi, se neppur dnno
    Felicit ai carnefici quel sangue
    Che per lor voi versale, e quelle lagrime
    Che versano per voi le vostre donne?
    Qui Nabuco evochiamo; ed egli stesso,
    Egli, l'orrendo sacerdote antico
    Di questa orrenda religion dell'armi,
    Urli e ripeta colle labbra sue:
    Anatma alla guerra!

                                         Del poeta
    Questo il pensiero,--A lui, siate cortesi.




                    ATTO PRIMO

_Nella reggia di Babilonia.--Grande atrio in
fondo.--Al di l dell'atrio vasto terrazzo, dal
quale, per uno scaleo, si scende al cortile
d'onore.--Il trono a destra, verso il
proscenio.--Sul trono lo scettro e la corona._



                     SCENA I

                 DARA e ARGIASP

(_Dara vien frettolosa dalla destra, in
fondo--Argiasp l'insegue_).


                     ARGIASP

  Perch sempre mi sfuggi?

                      DARA

                          E perch sempre
    Mi segui tu?...--La figlia di Mitrne
    Io sono; di colui, che fra i nemici
    Fu di tuo padre.

                       ARG.

                    E n'hai tu colpa?...

(_dopo averla amorosamente fissata un istante,
prendendole una mano_)

                    Vuoi
    Esser mia sposa?

              DARA (_ritraendosi_)

                     No....

                       ARG.

                            Chi preferirmi
    Dunque potresti?...-- vero, io re non sono;
    Ma Nabuco, partendo, a me affidava
    Il poter suo; sicch nessun m' eguale.
    Polvere son gli umani eventi. Il soffio
    Del destin li sconvolge e li rimuta!
     Nabuco lontan; per lui qui stanno
    La lealt d'Argiasp, i parassiti
    Della sua stirpe, e l'eco affascinante
    Delle vittorie sue.--Ma s'ei morisse?...
    S'io lo tradissi?... Se, gena mal fida,
    Dei cortigiani il gregge a un re novello
    Rivolgesse la fronte, e la vittoria
    A lui le terga?--Qual sarebbe allora
    La tua sorte, o fanciulla?...--Io sol salvarti
    Potrei.... se m'ami....

                      DARA

                           E s'io non t'amo?

                       ARG.

                                             Ha l'odio
    Ardenti impeti in me come l'amore!

                      DARA

    E sia. Dunque al tuo amor dica il tuo odio:
    ch'io non lo voglio; e all'odio tuo l'amore
    Risponda: ch'io non so temerlo.

            (_fa atto d'allontanarsi_)

                       ARG.

(_le prende un lembo della veste per trattenerla e,
inginocchiandosi, lo bacia_).

                                   Ah.... no....
    Frmati!

                      DARA

            Addio!

(_Essa gli strappa il lembo dalle mani e scompare
per lo scaleo, mentre, a destra, sopravviene Zala_).



                     SCENA II

                  ARGIASP--ZALA


             ARGIASP (_in ginocchio_)

                   Io maledico, o Sole,
    Al tuo splendor!... Di qualche torvo incanto
    La preda io son, perch ai suoi piedi io possa
    Cos strisciar!

                       ZALA

                   E tu esser re dovresti!

                ARG. (_alzandosi_)

    Non l'han voluto i Numi eterni....

                       ZALA
                                      I Numi
    Stan coi forti soltanto! Ancor Nabuco
     lontano, fratello.

                       ARG.

                        E la mia fede
    Sacra.

                       ZALA

           No.... infame!... Poich infame  quella
    Che un figlio giura, del padre obliando
    Le lagrime e la morte!

                       ARG.

                          Io non dovea
    Forse giurarla; ma giurarla volli,
    E, sacra o infame, la terr.

                       ZALA

                          Stoltezza!
    Satrapo di Nabuco esser non puoi
    Tu, che suo re nascesti; e, re,  tuo dritto
    Stringer fedi e dissolverle.--Ma spense
    Adunque in te della lascivia il fango
    Ogni scintilla di memoria?--Sei
    Tu mio fratello?...--Fu una carne istessa
    Quella che ci cre?--Perch non io
    All'armi nacqui e tu ai femminei vezzi?

              (_additando il trono_)

    Ah,... guarda.... l!--L'ultima volta il padre
    Noi l vedemmo; noi, bimbi tremanti
    Colle catene ai polsi!... Ei rantolava
    Nell'agonia suprema, e si torceva,
    Pallido come pario marmo, gli occhi
    Sbarrando intorno!... E, dall'aperta gola,
    Colava il sangue! Il suo prezioso sangue!...
    Il sangue nostro!...--Gi colava a fiotti;
    Gi, sovra il petto; gi, sui fregi d'oro;
    Gi, sulle gemme, come rosso serpe;
    E dilagava a terra, ove vincea
    Il color delle porpore!--Ah, potessi
    Viva evocar l'abbominevol scena!
    Far che nell'aria risonasse ancora
    Quel rantolo! E, dal suolo, ove alla figlia
    D'un carnefice suo tu ti inginocchi,
    Raccr potessi di quel sangue un grumo
    Per gettartelo in volto!

          (_Acclamazioni in lontananza_)

                            Or quali grida?



                    SCENA III

                   DARA--DETTI


                      DARA
           (_dallo scaleo, accorrendo_)

    Oh, la lieta novella!... Il re  tornato!

                     ARGIASP

    Il re?...

                       ZALA

              Nabuco?

                      DARA

                     Si.... Fa ressa, intorno
    Ad un drappel di cavalieri, il popolo
    Alla porta di Belo.--Il re ci segue!
    Gridan essi, Lasciateci alla reggia
    Recar l'annunzio!--Ma la folla chiude
    A loro il passo, colle mille bocche
    Mille domande a lor volgendo.

                       ARG.
           (_fra s, osservando Dara_)

                                 Lieta
    Mai la vidi cos!

                       ZALA
               (_piano ad Argiasp_)

                     Tutto  perduto!
    Va.... T'affretta.... Ti prostra!... Io, nella reggia,
    Ove nacqui, l'attendo.

            (_s'allontana a sinistra_)



                     SCENA IV

                  DARA--ARGIASP


                      DARA
(_a Argiasp, che muove verso lo scaleo, andando a lui_)

                          Teco, Argiasp,
     Verr....

                 ARG. (_ironico_)

              Di non seguirti a me imponevi....
    E me seguire or vuoi?

              DARA (_scostandosi_)

                        No.... Va tu solo!...
    D'un inutil sarcasmo ebbe la pena
    La mia inutil richiesta.... All'occhio mio
    Nulla sfuggir potr s'io l rimango.

(_indica il terrazzo in fondo e muove ad esso_)



                     SCENA V

DARA sul terrazzo--CORTIGIANI che vengono
d'ogni parte, s'incontrano, parlano fra loro
con concitazione--Fra i cortigiani, BALTAZR,
LORASP, FASKUN, TOGHRUL, GURGHIN, NUSHH,
MAHAFERID, GERIRH--Voci, grida e squilli
man mano pi vicini.


                      LORASP
(_accompagnato da Mahaferid, venendo dalla destra, a
Baltazr, che giunge con Nushh dal lato opposto_)

    Fulmineo ritorno!

                     BALTAZR

                     E ingrato forse
    A molti.

                    MAHAFERID

            A chi?

                      NUSHH

                  Meglio d'ognun tu il sai.

         MAHAFERID (_indicando Baltazr_)

    Io so che insulti i suoi sospetti sono.

          GURGHIN (_incontrando Faskun_)

    Fulmineo ritorno!...

                      FASKUN

                        E tronfale,
    Gurghin!

                     GURGHIN

            N ai canti di gloria e di gioja
    Mancher la mia voce!

                      FASKUN

                           dessa stanca
    Forse di mormorar sempre nell'ombra?

                     GURGHIN
           (_con terrore e ipocrisia_)

    O Faskun, tolga Belo che tu mai
    Alla calunnia porga orecchio!

                 (_si lasciano_)

                     BALTAZR
              (_incontrando Faskun_)

                                 Muta
    In pecorelle timide i mastini
    L'apparir del leone!

                      FASKUN

                         vecchia storia!

             (_squilli nel cortile_)

              DARA (_sul terrazzo_)

    Eccolo!...  desso!... Il Re!

                      TUTTI
(_accorrendo al terrazzo, mentre Dara, pensosa, se
ne allontana_)

                                 Viva Nabuco!

                    MAHAFERID
(_a Gerirh, mentre osservano entrambe nel cortile_)

    Sta sulla soglia della reggia Zala....

                     GERIRH

    A lei si inchina il Re, non essa a lui,...

(_Acclamazioni e nuovi squilli nel cortile_)

                 DARA (_fra s_)

    S'ei, vedendomi, pi non ricordasse
    Chi son, n'avrei troppo dolor!--Nascondermi
    Voglio...

(_dopo aver pensato un momento, come decisa, indicando
a sinistra_)

              L!... S.... L!... Nel giardino antico,
    Ove, fanciulli, insiem stavam sovente!

               (_come ricordando_)

    Nascosto fra i cespugli, ei m'attendeva,
    Su me piombava e mi gherma... mentr'io
    Dicea ridendo: No... bel leopardo,
    Alla gazzella tu non fai paura!...

              (_Nuove acclamazioni_)

    Di rose gialle, a lui s care un giorno,
    Vo' mandargli un canestro... e, s'ei ricorda
    Quei fiori ancora, a lui n'andr sicura
    Ch'anche Dara non pu aver scordato!

(_S'allontana rapidamente a sinistra.--Intanto la
scena s' nuovamente popolata.--I cortigiani fanno
ala allo scalco_).



                     SCENA VI

AFRAISAB, il gigante--KUNAREND, BERHAM,
DARAB, GHEV, poi NABUCO, alla destra del
quale ARGIASP, alla sinistra ZALA. Dietro ad
essi Capitani, Schiavi Medi, Egiz, Sciti, Ebrei.
Fra questi JEROBOM e EFRAIM.--Detti.


                     AFRAISAB
(_apparendo dallo scaleo, con voce tonante_)

    Largo a Nabuco il re!

(_Gran movimento--Si lascia libero il passo--Squilli,
rintocchi, canti, acclamazioni, grida in scena
e fuori_),

                      TUTTI

                         Gloria a Nabuco!

                      NABUCO
(_avanzandosi, riconoscendo Faskum, poi Baltazr_)

    O mio vecchio Faskum.... E tu, tu pure,
    Fedele Baltazr....

                      BALT.

                       Signor, la gioja
    Mi toglie la parola....

                      LORASP
          (_avanzandosi con Mahaferid_)

                           A noi degnate
    Uno sguardo!

             (_indicando Mahaferid_)

                Mia figlia....

                      NABUCO

                              E tu?

                       ZALA

                                    Lorasp
    Egli ....

                      NABUCO

               Del sangue tuo....

                 ZALA (_superba_)

                                 S, il regal sangue
    Di Srak!...

                NABUCO (_ironico_)

                 regale la bellezza
    Sempre.... e la forza....

(_Va al trono e vi sale.--Afraisab gli porge lo scettro,
mentre Argiasp gli toglie l'elmo e gli pone sul capo
la corona_).

                      TUTTI

                             Gloria al Re!

                      NABUCO

                                          Le spade
    Or deponiam.--Di Babilonia vinti
    I nemici son tutti. Egiz, e Medi,
    E Sciti, e Ebrei noi le traemmo schiavi;
    E quelle mani, che alla sua rovina
    Volgevan l'armi, or diverranno ancelle
    Della sua gloria; e innalzeranno eccelsi
    Templi ai suoi Numi; e aggiogheranno l'acque
    Dell'Eufrate ribelli; ed in un vasto
    Giardino muteran questo soggiorno;
    E a me, che stringo nel mio pugno il mondo,
    Eleveran statue d'argento e d'oro,
    Che culto avranno come i simulacri
    D'Auramazda e d'Istr.--Nume son io
    Com'essi!... A terra!... Innanzi a me prostratevi!

                     JEROBOM
         (_agli Ebrei che lo circondano_)

    Ah, per Gova.... no!... no!... Nessun di voi,
    O fratelli, si prostri.

                       ARG.
           (_a Jerobom e agli Ebrei_)

                           A terra!

                      TUTTI
                                  A terra,

O schiavi!

                       JER.

    A terra non cadrem che spenti.

                     AFRAISAB
        (_ai soldati indicando Jerobom_)

    Ch'ei muoja!

                      NABUCO

                No.... soltanto i forti atterra
    Nabuco!... Ch'egli viva.

                       JER.

                            E pi feroce
    Cos sei tu,... ch men peggior la morte
     del vivere schiavi, e vecchi, e ciechi!

                      NABUCO

    Chi sei?

                       JER.

            Jerobom, figlio d'Elia,
    Degli Esseni di Kyriat.

       _Kyriat Sefor_ (la citt dei libri) mut il nome in
        quello di Debir, non meno significante, perch vuol dire
        seggio della parola e dell'oracolo.--La si chiamava
        _Citt dei libri_, fin dall'epoca di Giosu.--Un passo
        del Talmud dice: Vuoi fare acquisto di sapere? Va presso
        i dottori del mezzod cio in quel paese, che sta al sud
        di Gerusalemme ed  limitato a levante dal lago
        Asfaltide, e fu per la Giudea quel che l'Attica per la
        Grecia e la Toscana per l'Italia.--Ivi abitavano gli
        Esseni, che incarnavano il tipo migliore dei migliori
        repubblicani d'ogni tempo, perch amanti della libert,
        odiatori dell'accentramento e dell'ipocrisia, miti e
        forti. Filone nel suo libro _Ogni uomo probo  libero_
        dice, che si chiamavano Esseni o Essei da una voce
        siriaca, che vale _pio, santo, benigno_, o parla a lungo
        della loro abilit medica, della loro longevit in causa
        del vivere temperato e operoso, delle facolt profetiche
        che venivan loro attribuite, della loro morale, che
        condannava la schiavit obbligandoli a servirsi l'un
        l'altro, ad esser proclivi al perdono, e poggiava sulla
        triplice base: l'amor di Dio, della virt e degli
        uomini.--Il Talmud parla pure d'una scienza segreta degli
        Esseni, per meritare d'esser iniziati alla quale,
        condizione precipua era di saper vincere l'ira.--Il volgo
        credeva che deducessero l'avvenire dai sogni.--Non priva
        di fondamento  l'opinione che Ges Cristo facesse parte
        di questa nobilissima setta. Conferma appieno questa
        opinione il modo allegorico, figurato (e quasi sempre con
        figure desunte dalla vita campestre) che Cristo ha comune
        cogli Esseni; i quali, com'egli ripete tante volte,
        solevan dire: I precetti fanno il corpo della Scrittura,
        l'allegoria lo spirito.--Gli Esseni prendevan parte alla
        vita pubblica, poich essi non eran asceti, ma uomini che
        accoppiavano il pensiero all'azione.--Flavio e lo stesso
        Alessandro Severo tessono le loro lodi per l'invincibile
        coraggio che mostrarono nell'opporsi all'invasione
        romana; dice il Benamozegh, _Storia degli Esseni_
        (Firenze 1865): Patirono il ferro, il fuoco e la
        mutilazione dei membri e la morte stessa, senza che una
        sola lagrima venisse a implorare la piet del carnefice.

        Chi volesse conoscere meglio gli Esseni legga il
        bellissimo libro di G. De-Castro, _Fratellanze segrete_,
        cui attinsi queste brevi notizie.

                      NABUCO

                           Il tuo nome
    Rammento.--Un d, quando la prima volta
    Soggiogai la Giudea, chiedendo pace
    Con altri di tua setta a me venisti.
    Qu schiavi, fin da allor, trarvi potevo;
    Ma, affascinato dalla luce arcana
    Dell'intelletto vostro, a voi lasciai
    E vita e libert, tenue tributo
    Imponendovi ogni anno. Indi all'Egitto
    Rivolsi l'armi.--Or ben qual fu la fede
    Che mi serbaste?--Voi poneste a morte
    Chi, in nome mio, raccogliere dovea
    Il tributo promesso, e me assaliste
    Alle terga. Ma invan!... Vinti gli Egiz,
    A voi tornai;... e, allor, piet non ebbi.

                       JER.

    Noi trucidammo il messo tuo, che insulti
    Lanciava al Tempio; e i tuoi guerrieri, a mille,
    Trucidarono a noi donne e fanciulli!
    Ascolta!... Ascolta!... A me crescea d'intorno,
    Come campo di spiche rigoglioso,
    Una vasta famiglia. Eran canzoni
    Di robusti pastori; erano nenie
    Di belle madri dal rigonfio seno;
    Eran trilli di bimbi, a me avvinghiati
    Nell'impeto talor di affettuosa
    Festivit infantil, s ch'io sembravo
    Grappolo enorme dagli acini lieti
    Riboccanti di succo!...--Io non li vidi
    Perir pugnando i miei gagliardi figli,
    Ma, morti, a me furon recati!... Vidi,
    Ahi, vidi, s, sotto ai miei occhi, preda
    Dei tuoi soldati, le mie donne, urlando,
    Invocare la morte, e benedirla
    Quando, dal petto lor, col sangue e il latte,
    Dalle larghe ferite uscia la vita
    E l'ignominia era compiuta!... E vidi
    I miei bambini palpitar sbranati
    A me dinnanzi.... E udii l'orrendo schianto
    Delle piccole teste alle pareti
    Fra le risate.... E mi sentii sul volto,
    Sangue del sangue mio, mia carne istessa,
    I cerebri schizzarne!... Ah, tanto io piansi
    Da quel tremendo d, che gli occhi miei
    Pi lagrime non han,... non han pi luce!

                NABUCO (_ironico_)

    Dio vendic quel d gli Amaleciti!

                       JER.
              (_con grande impeto_)

    Sul capo tuo cada il lor sangue e il nostro!
    Iddio giudicher!

                      NABUCO

                     Non pi!... Nabuco
    Responsi attende dalla propria spada
    Soltanto....

                    (_pausa_)

                 Alle sue cure ognuno ritorni.
    Alla pena gli schiavi; ai vezzi loro
    Le donne; ai riti i sacerdoti; ai balli
    Ed ai conviti chi il piacere adora;...
    E ai suoi pensier Nabuco.

(_Tutti si allontanano.--Scende la sera.--Presso
lo scaleo viene accesa una lampada_)



                    SCENA VII

             NABUCO solo, sul trono.


               NABUCO (_cupamente_)

                              E di Nabuco
    Sono i pensieri, ahim, i nemici soli
    Ch'egli teme!...--La terra e il mar son vasti;
    Ma, ad averne l'imper, basta una spada!
    Oro, gloria, poter:... facili prede
    Di volgari nature! Io li posseggo,
    E non son lieto!...--Anch'io ringhio ed addento,
    Come il mastin, se alcun li tocca.... Il suo
    Brandel di carne esso difende, ed io
    Il mio frusto d'impero.... Eppur, s'accheta
    Il mastino satollo;... ed io non trovo
    Riposo invece!... Un mendico, che geme
    Agonizzante per eterna fame,
    Sta in me Nabuco onnipossente: e invano,
    Per sazarlo, io gli gettai finora.
    Cento vittorie, e cento regni, e il mondo!...
    Ei sempre grida: _No! Non questo cibo
    Mi sazia!..._

(_Depone la corona e lo scettro--A poco a poco notte completa_)

                  Ora vediam: Tutte le cose
    Hanno una forma ed un mister: mutare
    Noi la forma possiam; ghermir l'arcano
    Mistero.... forse!....--Ogni volgar natura
    Della forma si sazia; ogni divina
    Sazierebbe il mistero?... Io del mistero
    La conquista tentar dunque dovrei?
    Oh, l'immane fatica!... In suo confronto
    Gioco mi par di cerretani quella
    Che gi compii....

(_alzandosi, come allucinato e come parlasse a un fantasma
che sta in lui_)

                                 Ma, ors, rispondi: _ questo
    Forse il cibo che chiedi?_

(_come dando ascolto e come ripetendo parole che gli
giungono vagamente_)

                                questo!...  questo!

(_con un grido, ergendosi della persona_)

    All'opra, dunque!... All'opra!

(_ricade accasciato sul trono, momento di pausa_)

                                  Ahi, quante volte
    Io fin qui giunsi.... e poi caddi spossato!
    Non dell'armi il valor qu la vittoria
    Pu darmi! E, lo potesse, ad ogni cosa
    Dovrei muovere battaglia; poich ognuna
    Ha il suo mistero!... E, li vincessi tutti
    Della terra i misteri, in alto io volgo
    Lo sguardo....

(_fissa lo sguardo in fondo, dove appare il cielo stellato_)

                   Il ciel tutto si ingemma d'astri....
    Ed ogni astro  una sfida.

            (_alzandosi, con impeto_)

                              E sia!... Degli astri
    Alla conquista!

             (_ricadendo accasciato_)

                    E come?... Son lontani....
    E ignota  a me la forza, che potrebbe
    Fino ad essi sospingermi!--La forza?
    Che  dessa mai?.... Quella d'Afrasb,
    Che cento affronta e uccide o fuga; o quella
    D'Jerobom, che, vinto, parla.... e vince
    Me, Nabuco?  la mia, che il mondo doma;
    O quella dei sapienti di Giudea,
    Che affascin la mia?

         (_scende dal trono e passeggia_)

                         Popolo grande
    Dagli ermetici libri e dai profeti
    Che leggono nei cieli....

(_come stanco va a sedere sui gradini del trono_)

                             A re Nabuco
    Gloria!... E Nabuco  un bimbo che si affanna
    Per un balocco che gli vien negato,
    E quei che ha gi farebbe in pezzi!

(_si copre il volto colle mani.--Pausa.--La luna
sorge; un suo raggio penetra dal fondo_).

                  VOCE DI DARA
      (_che s'avvicina, a destra, cantando_)

  La rosa gialla come l'or risplende;
    Essa alla pesca il profumo invol;
    Sicch del frutto il desiderio accende,
    E pesche vuol chi rose gialle am!

                      NABUCO
         (_fra s, sollevando il volto_)

                                      E canta
    Costei!



                    SCENA VIII

                 DARA e NABUCO.


                      DARA
(_viene dalla destra e fa per attraversare il terrazzo
--Ha un lembo della veste rimboccato,--Canta._)

  O rose gialle, o belle rose gialle!

(_essa giunge dove cade ti raggio di luna_)

                      NABUCO
       (_riconoscendola, accorrendo a lei_)

            Dara!....

(_l'afferra la porta sul trono, e poscia siede ai suoi
piedi_).

                      DARA
    (_dando un grido, poi ravvisando Nabuco e ridendo_)

                      No, bel leopardo
    Alla gazzella tu non fai paura!

            NABUCO (_contemplandola_)

    Sempre la stessa!

                      DARA

                     Me Nabuco, adunque,
    Il gran re, ravvis si tosto?

              NABUCO (_sorridendo_)

                                 Errai....
    Tu Dara non sei:... quella Dara
    Ch'io conobbi bambina.... Tua sorella
    Certo ella fu!...

                      DARA

                     Di lei men bella io sono
    Forse?

                      NABUCO

          Oh.... molto dippi!

                      DARA

                              Tu pur non sei
    Il Nabuco d'allora!... Egli era forte,
     vero, come te;... ma il volto avea
    Pallido e delicato.--Oggi di bronzo
    Quel volto par....

                      NABUCO

                      Di quel Nabuco io sono
    Men grato a te?...

                      DARA

(_abbandonando il lembo della veste e lasciando cadere
su Nabuco le rose gialle che vi teneva raccolte_.)

                      Prendi!

         NABUCO (_con grande allegrezza_)

                             Ah.... Le rose gialle!...
    Le mie rose!...

                      DARA

                   Ed  ancor l'istesso cespo
    Che le fior!

              NABUCO (_sorridendo_)

                 Fra l'ultime, ch'io vidi,
    E queste.... quanti eventi per Nabuco!
    E per te?...

                      DARA

                Nulla.... Ah, si.... Le rose!... Avvolta
    Nel mio mantello, ad esse, nell'inverno,
    Io ne andavo ogni giorno, a preservarle
    Dall'insulto dei venti e delle brine;
    Poscia, al tornar di primavera, quante
    Assidue cure per toglierne i bruchi
    Delle piante carnefici!--Giungea
    L'estate.... Oh, allora, il mio trionfo!...--Sola
    Colle mie rose dall'alba al tramonto
    Sempre restavo, corone e ghirlande
    Tessendo all'ombra.--Sovente la notte
    Ad esse ne venia.--Oh, come acuti
    Son gli olezzi dei fiori nella cheta
    Oscurit notturna!... Io, per arcana
    Volutt, ne fremevo!...--Ahim, l'autunno
    Tutto spogliava il mio roseto.... ed io
    Cader vidi talor, calda rugiada,
    Sulle foglie disperse a me dinnanzi,
    Qualche lagrima,... ch'io non comprendea
    Quale dagli occhi mi spremesse vaga
    Ineffabil mestizia!

         NABUCO (_sfogliando delle rose_)

                       Il mio rosajo
    Era la guerra; e a sorvegliare il campo,
    Chiuso nel mio mantello, anch'io ne andavo
    Nel verno; io pur temer dovea gli assalti
    Coi novi soli; ed a me pur l'estate
    Apportava trionfi, e tetri giorni
    L'autunno!... Dunque hanno vicende eguali
    Rose e battaglie!--Ami tu ancor le rose,
    O mia Dara.

                      DARA

                Sempre!

                      NABUCO

                       Io le battaglie,
    Ahim, non amo pi.

                      DARA

                       Lieta ne sono....
    Cos qui resterai.... E, se la brama,
    Te ne riprende,... ebben.... t'offro le mie!
    I bruchi ucciderai!...

                NABUCO (_ridendo_)

                          Ah.... Ah.... Nabuco
    Debellator di bruchi!...--E sia!... Mutato
    Non sar forse il mio destin s tanto
    Come appar sulle prime! Bruchi anch'essi,
    Inver, gli uomini son!... Poter, ricchezza,
    O volutt,... ciascun vuol la sua rosa!

                      DARA

    Or dunque, vieni.--Del giardino antico,
    Quando la luna vi piovea, ricordi
    Gli incanti?--Or vedi: alta  la luna, e, sovra
    I cespi, a mille s'aprono le rose.
    Io di l vengo, n mi parve mai
    Cos pieno di fascini!... La luna
    Vuol che le rose d'or sembrin d'argento;
    Ed esse a lei rimandano indorati
    I raggi suoi....

                      NABUCO

                     una battaglia!

                      DARA

                                    Quello,
    Dunque,  il tuo posto!... Vieni....

              NABUCO (_baciandola_)

                                       Oh, la gioconda
    Mia Dara d'un tempo!

                      DARA

                         Io la sorella
    Ne sono....

                      NABUCO
     (_allacciandole d'un braccio la persona_)

               Ebben tu come lei mi piaci!

         (_s'allontanano per lo scaleo_).




                   ATTO SECONDO

_Bosco in riva all'Eufrate.--Agli alberi stanno appese
delle arpe.--Diverse capanne.--Quella di
Jerobom, in mezzo, ai piedi d'un albero.--Fra
tronco e tronco, si vede, poco lontano, scorrere il
fiume, e, sulla sponda opposta, biancheggiare degli
edifici in costruzione_.



                     SCENA I

JEROBOM, seduto presso alla propria capanna.--
EFRAIM alla sua destra.--Intorno siedono
gli schiavi Ebrei.--Poi alcuni Aguzzini.


                       JER.
         (_come continuasse un racconto_)

  E poscia, in sogno, mi parea con voi,
    Cieco qual sono, di fuggir tra i monti
    Verso la patria. Al fianco mio venivi,
    Sostegno e guida tu, Efram.--Dicevi:
    Fra poco il giogo toccherem!... L giunti,
    Noi rivedrem il suol di Galilea!
    Ed ecco uscir da tutti i petti un urlo
    E il popolo sostar. Ond'io ti chiesi:
    Che avvenne?--E tu: Oh, l'infausto portento!
    A precluderci il varco a un tratto  sorto
    Un colosso di bronzo!--Allora ai miei
    Occhi torn la luce, e ch'esso avea
    Di creta i piedi io vidi.--Una pietruzza
    Raccolsi e la lanciai....--Ero lontano;
    Debole al par del braccio d'un fanciullo
    Era il mio braccio;... eppur colsi nel segno!
    Sicch il colosso tentenn, poi cadde,
    E rovin gi per l'erta montana
    Come neve spezzandosi ai macigni.

                      EFRAM

     una promessa questo sogno!

                 ALCUNI AGUZZINI
       (_irrompendo, sferzando gli ebrei_)

                                Schiavi,
    Al lavoro!... Al lavoro!...



                     SCENA II


                  JEROBOM solo.
      (_sempre seduto ai piedi dell'albero_)

                               O d'Israele
    Arpe sospese sul mio capo; o nidi,
    Da cui sono fuggiti i lieti canti,
    Simili a rondinelle nell'inverno,
    Dacch su noi piomb l'ira divina;
    Io non m'inganno, no,... sento che l'aria,
    Spirante adesso tra le vostre corde,
    Pi non vi desta gemiti e lamenti!
    Una melde piena di dolcezza
    Piove da voi dentro l'anima mia....
    E mi sembra che parli di perdono!



                    SCENA III

       JEROBOM--ZALA--ARGIASP, dal fondo.


                       ARG.

    Alla reggia torniam.... Lottar che giova
    Contro i destini?....

                       ZALA

                        Ah, no!... Lo stesso sangue
    Non scorre in noi, che vil troppo o bugiardo
    Nato tu sei!--Vil, se credevi incendio
    Quell'amor, che soltanto era scintilla;
    E bugiardo, se tal tu lo sapevi
    E fingevi con me!--Poich'io comprendo
    Chi trema innanzi all'idolo che adora
    Per ignota mala; ma chi si lascia
    Quell'idolo rapir, ne raverlo
    Tenta, anche a prezzo della vita, mai
    L'ador certamente!

                       ARG.
          (_con impeto di disperazione_)

                       A Istr io dunque
    Sacrarmi debbo?--Ebben mi sacro!--Mite,
    Leale io nacqui! Feroce gli eventi
    M'han voluto!... Stassera essi morranno!

             (_fa per allontanarsi_)

                       ZALA
                (_trattenendolo_)

    No.... Verr teco anch'io, sacra ad Istr,
    Il giorno in cui l'estrema mia speranza
    Svanir vedr.... Ma tal speranza forse
    Or per compiersi sta....--Dacch Nabuco
    Torn, la reggia ogni notte risuona
    Per allegri conviti; pur, seduto
    A mensa, o a contemplar le danze, ei resta
    Sol pochi istanti, e, spesso, non vi appare....
    Perch vive ei cos?

                       ARG.

                        Dell'amor suo
    Egli vive soltanto!--Come un bimbo
    Dara lo conduce.--Ora discendono
    Nell'antico giardino; or dalla reggia
    Escon la sera.

                       ZALA

                  Ma li segue un'ombra....
    Io!--E a quest'ombra ora un mistero  noto!
    Odi: Nabuco non ama Dara!

                       ARG.
    Non l'ama?

                       ZALA

              No!... Forse, nei primi giorni,
    I ricordi d'infanzia e la bellezza
    Della fanciulla aveano acceso in lui
    D'amore una parvenza; ma, passato
    L'impeto primo, egli  caduto preda
    Di strano morbo che lo strugge.--Quando,
    Soli, la sera, essi ne vanno insieme
    Fuor della reggia, a lor, no, non sorride
    Il tripudio che da questo pensiero:
    _Esser liberi e amarsi_!--Egli cammina
    Taciturno; e Dara, al fianco suo,
    Vien silenziosa....

                       ARG.

                        per gli amanti caro
    Idioma il silenzio!

                       ZALA

                       Ebben lo rompe
    Nabuco; ma d'amor non parla; parla
    Fra s di strani sogni.--Essa, lo interroga
    Timidamente; ma ei non l'ode. Entrambi
    Erran del fiume in riva infin che annotta;
    E, allora, come da fatal possanza
    Spinto, ei qui move, mentre, dietro a lui,
    Pallida ed ansimante ella s'innoltra.

                       ARG.

    E tu udisti quant'ei dice a s stesso?

                       ZALA

    S....

                       ARG.

           Lo ricordi?

                       ZALA

                      S.... D'astri egli parla.
    Il senso invan comprenderne da sola
    Sulle prime tentai;... poi lo fe' noto
    Inconsciamente a me quel vecchio ebreo,
    Che l tu vedi....

               (_indica Jerobom_)

             ARG. (_riconoscendolo_)

                       Ah, lo ravviso!...  il cieco
    Jerobom!

                       ZALA

             S, desso!

    ARG.

                        Il d ricordo
    In cui Nabuco gli salv la vita.--
    Perch or qu vien?... Lo riconobbe il cieco?

                       ZALA

    Ignoto gli .--Giafr, ricco mercante,
    Egli lo crede, come a lui fu detto.
    Forse potea la voce sua tradirlo;
    Ma, al par dell'uragano, era tonante
    Del re la voce il d che a lui la vita
    Serbava.... ed oggi di chi implora ha il suono!

                 ARG. (_stupito_)

    Implora.... il re?!

                       ZALA

            S.... implora!--Questo io vidi
    Evento prodigioso: a un mendicante
    Volger Nabuco lagrime e preghiere!

                       ARG.

    A un mendicante?.... Egli?... Nabuco?:

                       ZALA

                                          S!
    Da lui stesso l'apprendi!

              (_andando a Jerobom_)

                             Jerobom.

                       JER.

    Chi sei?... Forse la donna, che ogni sera
    Vien con colui, che follemente il cielo
    Vol conquistare?

             ZALA (_piano a Argiasp_)

                    Udisti?

                  (_a Jerobom_)

                           Non son quella.

                       JER.

    Ah,  ver!... Lo squillo d'una tromba pare
    Il suon della tua voce, e quel dell'altra
    D'un flauto ha la dolcezza.--Sei tu sola?

                       ZALA

    No.... mio fratello  meco.

                       JER.

                               Parli.

                       ARG.

                                     Il suono
    Della mia ti ricordi?

                       JER.
              (_scosso, alzandosi_)

                                    Ah.... Non ignoto
    Mi giunge.... No!--Ma dove io gi l'udii?...
    Quando?...--Nella tenbra, che mi avvolge,
    Ogni voce, ogni suono, ha un'eco lunga;
    Sicch, talor, nell'incessante rombo
    Di quell'eco io mi perdo, e una memoria
    Vaga e confusa sol mi resta!--Io posso
    Ben dirmi: _Gi l'udii_!.... Ma, d'onde l'eco
    Cominci, invano a ricercar mi struggo!
    A parlare con me vien da pi notti
    Un mercante, Giafr, colla sua donna....
    Orben, dal primo d ch'ei mi rivolse
    La parola, pensai: _Dove ho tal voce
    Udita gi?_ N rispondere ancora
    A tal domanda io posso!-- noto a voi
    Questo Giafr?

                       ZALA

                  Egli  parente nostro....
    A te veniam perch un timor ne cruccia
    E tu soltanto consigliar ci puoi.

                       JER.

    Parla.

                       ZALA

              Da tempo egli negli occhi ha lampi
    Di febbre; e, assorto in tetre idee, s'aggira
    Farneticando; e non risponde; oppure
    Con strani detti chi si volge a lui
    Congeda o insulta.... e fugge....--Di qual morbo
    Ei dunque  preda?...

                       JER.

                         Conquistare il cielo
    Ei sogna.... Gi tel dissi....--E, poich a lui
    Narr qualcun, che a me son noti i libri
    Dei sapenti, egli da me pretende
    Di conoscer l'ermetica potenza
    Che della vita ogni mister discopre
    E insegna quello che Dio sol conosce!
    Poter da terra sollevarsi, e l'aria
    Attraversar per conquistar le stelle,
    A una freccia siml:... questo egli brama.
    Blandemente io risposi sulle prime,
    Pietoso a lui ed alla sua compagna
    Dalla voce gentil che sa di pianto;
    E, della scienza dei miei libri santi,
    S, gli parlai, ma qual maestro a alunno
    Che gli scerne la lettera e lo spirto...
    Ahim, coi folli intendimenti suoi,
    Ei tutto confondea!... Sicch schermirmi
    Ora soltanto alle sue inchieste io tento
    E alle preghiere sue.

                       ZALA

                         Ei, dunque,  pazzo?

                       JER.

    Non ancor!... Ma la china egli discende
    Di quell'abisso, in fondo al qual diventa
    L'uom pari al bruto.... e, se chi l'odia, spingerlo
    Nell'abisso or volesse, agevol cosa
    Compier dovrebbe.

                       ARG.

                     E tu non ve l'hai spinto?
    Perch?

                       JER.

           Non l'odio.

                       ZALA

                      Egli  Caldeo....

                       ARG.

                                       Nemico
    Esser dovresti a lui....

                       JER.

                            S.... come a voi
    Nemico io son, perch Caldei voi siete,
    Se del suo sangue; e come il son di tutta
    La gente vostra.--Ma so ben che  vano
    Una gente odar!--Essa  la spada
    Nella man del carnefice!  l'inconscio
    Strumento ond'ei si val!...--No... Non ha colpa
    La spada.... ma la man!... Soltanto a questa,
    Al carnefice solo io l'odio serbo!

                       ARG.

    Al re, dunque?

                       JER.

                  A Nabuco!

                       ZALA

                           Or ben, colui
    Che conquistar il ciel vorrebbe....  il re!
     Nabuco!

                       JER.

             Nabuco?!

                       ARG.

                     Argiasp io sono!

                       ZALA

    Io Zala!

                       JER.

            I figli di Srak!... Ed egli....
    Egli  il colosso.... e la pietruzza io sono!

           ZALA (_indicando a destra_)

    Ei viene....

          JER. (_indicando la capanna_)

                L.... l.... nella mia capanna!

(_Argiasp e Zala entrano nella capanna.--Jerobom
torna a sedere ai piedi dell'albero.--Entra Nabuco
concitato, poi Dara_).



                     SCENA IV

             DARA--NABUCO--JEROBOM


                DARA (_a Nabuco_)

    Fermati.... Ascolta....

                      NABUCO

                           Lasciami!

                      DARA

                                    Promesso
    Pur tu mi avevi, che dal vecchio ebreo
    Non saresti tornato....

                      NABUCO

                           Ed or vi torno
    Poich mutai pensier.... Ci non ti garba?...
    Alla reggia rimani!

                      DARA

                       E sei tu quello
    Che mi parli cos?...--Quando qu vieni
    Son le tue notti spaventose!... Mille
    Torvi fantasmi turbano i tuoi sogni....
    Ed io, che veglio a te vicina, piango
    I tuoi rantoli udendo e i tuoi lamenti!
    Ah, dove son le dolcissime notti,
    Che noi passammo nel giardino antico
    Fra l'olir delle rose!

                      NABUCO

                          D'ogni olezzo
    Oggi pi grate a me son le parole
    D'un sapente!--Di Nabuco  questa
    La vita!... Ei vuol non una gioja sola!
    Amore, e gloria, e sapenza:... tutte
    Le gioie umane ei vuol, tutte le ebbrezze!
    Lasciami!

               JER. (_dall'albero_)

             Ol.... Chi  l?... Sei tu, Giafr?

                      NABUCO

    S.... Son io!

(_Dara va verso il fondo, come spiando che nessuno
si avvicini, e vi resta_)

                       JER.

                  Mio signor, come mi scese
    Al cuor la voce tua!... Che tu in eterno
    Esser possa felice!

                      NABUCO

                       E lo pu forse
    Esser chi, al par di me, alla meta anela
    Che tu conosci?

                       JER.

                    Ancor t'agita, dunque,
    La stessa idea?

                      NABUCO

                   S....

                       JER.

                         Ancor, dunque, tu vieni
    A me, credendo ch'io donar ti possa
    La magica virt che i sogni tuoi
    Adempier deve?

                      NABUCO

                  S.... Non mi narrasti
    Forse tu stesso dei profeti vostri
    L'onnipossente fuoco?...

                       JER.

                             ver....

                      NABUCO

                                     Rapiti,
    Essi vedean gli eventi del futuro
    E i misteri del cielo e della terra....

                       JER.

    S....  vero!

                      NABUCO

                  Ebben.... come i profeti tuoi
    Esser io voglio!... Or, perch il rito, il verbo,
    Tu sempre a me di rivelar negasti,
    Con cui nel proprio sen potevan essi
    La sacra fiamma suscitar?

                       JER.

                             Tremenda
    Cosa chiedevi....

                      NABUCO

                     Ah!... Tu non sai chi sono!

                      DARA

(_accorrendo frettolosa, piano a Nabuco_)

    Deh, non tradirti!

                       JER.

                      Chiunque tu sia,
    Fino dal primo d che mi parlasti
    Forte tra i forti per l'ardir ti seppi
    Della mente....--Ma ai vecchi vien compagno
    Il dubbio.... ed esitai l'estrema prova
    A rivelarti, perch premio  dessa
    Dei costanti soltanto.

                      NABUCO

                          Ed or, rispondi,
    Lo vorrai tu?

                       JER.
                 S.

                      NABUCO

                    Vorrai dirmi come
    Salire agli astri, e conquistarli, e il corso
    Dominarne io potr?

                       JER.

                       S....

                      NABUCO

                             Nella polvere
    Prosternato t'ascolto!

                       JER.

                          E sia. Ma, prima,
    In te stesso raccogliti.--La zolla,
    Su cui fiorisce la magica pianta
    D'ogni sapere,  l'estasi;... e pu solo
    L'estasi aver chi medita in silenzio.

(_China il volto fra le mani e medita.--Nabuco,
sempre in ginocchio, lo imita.--Scende la sera.--In
fondo Babilonia si illumina_).

                      DARA
(_tornando dal fondo, piano a Nabuco, con grande
passione_)

    Vieni, Nabuco.... Andiam.... Col mendicante
    Assai parlasti.... Or non ti par sia tempo
    Di tornare alla reggia?... Ascolta: Sazio
    Forse sei tu di star tutte le notti
    Fra rose gialle e baci di Dara?
    Ebben.... guarda: il regal palazzo splende
    Per il convito consueto....--Vieni....
    Te far lieto degli altri il tripudio!...
    E, se al tuo fianco a me concederai
    Di rimanere, tu vedrai ch'io posso
    Giocondamente mescer nelle coppe,
    E toccar l'arpa, ed intonar canzoni....
    Vieni, Nabuco....

(_disperatamente, vedendo che egli rimane immobile_)

                     Ahim!.... Pi non mi ascolta!

               JER. (_avanzandosi_)

    Giafr, t'appressa.... A me porgi la mano
    E rispondi:  sereno il firmamento?

          NABUCO (_alzando gli sguardi_)

    Risplendon gli astri nel glauco profondo
    Di pura luce.

                      DARA

                 O soavissima notte!

                       JER.

    Non una nube?

                      NABUCO

                 Non un velo!

                      DARA

                             Piove
    Dal ciel soltanto un'armonia di raggi,
    Che sembran sguardi lunghi e sfavillanti
    Di volutt infinita....

                JER. (_a Nabuco_)

                           Or, dunque, torna
    Alla tua casa, e in agape gioconda
    Le membra riconforta; indi, allorquando
    Il pianeta Ixon volger vedrai
    Verso occidente (indizio che la notte
    Del suo cammin giunse a met) alla torre
    Pi alta di Babele in vetta sali
    E ai quattro venti grida: O Dio ti sfido!
    E arditamente nelle stelle affisa
    L'occhio dominatore; e, in te raccolto,
    Nel glauco ciel l'anima tua sospingi.
    Oh, non temer! Dell'infinito anch'esse
    Sono schiave le stelle! E, quando vinte
    Dell'infinito tu le leggi avrai,
    Ne avrai facil vittoria, ch tu stesso
    Diverrai l'infinito!...--Allor dell'aquila
    L'estasi eccelsa avr l'anima tua
    L'aria fendendo; e le parr guizzare
    Attraverso un giardin, dai luminosi
    Immani fior sospesi su un abisso
    Senza limiti;... e, lieve come piuma,
    Anche il tuo corpo s'alzer da terra!...

                     NABUCO.

    O speranza!... O delirio!

                       JER.

                             Va! T'affretta!
     in te la febbre dei profeti!...

             NABUCO (_farneticando_)

                                     O cielo
    Tu sarai mio!... Come la terra trema
    Dinnanzi a me, tremeran gli astri!... Un solo
    Signore avranno terra e ciel: Nabuco!
    Un nome solo echeggier nel vasto
    Glauco infinito, un nome sol: Nabuco!
    Eterno io solo!.... Io solo, Iddio!... La mia
    Forza legge soltanto!... Io solo, io solo,
    Dispensator di vita e morte!--Ah, sento
    Che il soffio  in me dell'universo, e l'alba
    Doman non spunter s'io non lo voglio!

           (_si allontana rapidamente_)

               DARA (_a Jerobom_)

    Ah, giusto fu nel maledirti l'Jova
    Che adori tu!...--Ch'egli dannar ti possa
    Eternamente a viver schiavo e cieco!

(_Segue Nabuco.--Sulla soglia della capanna compajono
Argiasp e Zala, che muovono verso Jerobom_).




                    ATTO TERZO

_Notte.--Giardini della reggia.--A sinistra la
torre _Borsippa_, alla porta della quale si accede
per alcuni gradini.--A destra peristilio d'un'ala
della reggia.--Fiori; vegetazione lussureggiante.
In fondo la reggia vivamente illuminata_.




                   PARTE PRIMA



                     SCENA I

                  ARGIASP--ZALA.

(_Zala siede presso la torre guardando verso la reggia;
Argiasp ne viene; Zala gli muove incontro_)


                       ARG.

  S'io potessi sperar, che la memoria
    Di quel che han visto cogli occhi si spegna,
    Gi conficcato di mia man vi avrei
    Una punta rovente!--Ignuda quasi,
    Essa la coppa gli riempie.--A lei
    Egli protende la bocca scarlatta,
    Qual ferita che sanguini ed implori
    Il balsamo dei baci.... Ed essa chiude,
    Come in delirio, le palpbre, e preme
    Colla sua quella bocca....

                       ZALA
                               Ed ei del folle
    Sogno mai non parl?

                       ARG.

                        No.... Jerk, il Mago,
    Vena talor; gli mormorava un detto
    All'orecchio, e spariva....--Alla sua vista
    Di Dara oscuravasi la fronte....
    Ma, poi, l'ebrezza divampar pi ardente
    Nel suo petto parea....--Perir dovessi
    Fra i pi atroci tormenti, ora, o Nabuco,
    La tua rovina io vo' soltanto!

              (_squilli di trombe_)

                       ZALA

              (_indicando la torre_)

                                  Vieni.

             (_entrano nella torre_)



                     SCENA II

NABUCO--AFRAISAB--KUNAREND--GHEV--
DARAB--BRHAM--Dame, Cortigiani, Danzatrici,
Schiave recanti anfore e coppe--DARA
entra colle Dame e va, intrattenendosi con
esse, presso lo scaleo della torre, mentre
guarda ad ogni tratto verso Nabuco.


                       AFR.
(_impacciato, sorridente, come sorpreso di quanto gli
va dicendo Nabuco_)

    O Nabuco.... mio re....

                      NABUCO

                           Qual preferisci:
    Una vittoria od un banchetto?

                       AFR.

           (_dopo qualche esitazione_)

    Entrambi....

                      NABUCO

                Ma preferir questo non ....--Rifletti:
    Ti fa pi lieto esser seduto a mensa
    In molli vesti, o, coperto di ferro,
    II cavallo spronar del sollone
    Sotto la sferza?...

                       AFR.

                (_con un sospiro_)

                        Oh, tempi!

                      NABUCO

                                  Li rimpiangi?

                       AFR.
     (_esitante, come temesse di contrariarlo_)

    No.... Nabuco, mio re!

                NABUCO (_ridendo_)

                         Mio re!... Nabuco!
    Altro tu non sai dir!

                       AFR.
(_terribile, vedendo ridere anche gli altri capitani_)

                          Di me ridete?

                      NABUCO

    Evvia.... ti calma!... No, di te non ride
    Alcun; ma ride della celia mia!
    Che il ver direbbe l'epitaffio tuo
    Se dicesse cos: _Qu sta un gigante,
    Ch'ebbe braccio di ferro; e bronzeo petto;
    E lingua che esclamar sapea soltanto:
    O Nabuco, mio re!_

                       AFR.
(_sulle prime ancora impacciato, poi animandosi_)

                        Si,... questo  vero!
    Questo solo io so dir!... Che dir potrei
    Dunque dippi?... So ben chi sono!... Un tronco
    D'enorme abete, che dai medi monti
    Precipit....--S, tal sono io!--Or, chi strappa
    Gli abeti enormi?... L'uragano!... E questo
    Fosti tu!--Ma che val, se sradicato
    Cade l'abete?... Esso rimane a valle
    Immobile!... Or, qual forza lo solleva?
    L'onda!--E l'onda tu fosti!--Io, per me solo,
    Dunque vissuto non sarei!

                      NABUCO

                             S a lungo
    Oggi hai parlato, che, dal tuo sepolcro,
    In pochi istanti, cancellasti quello
    Ch'ei detto avrebbe, per mill'anni forse,
    Della tua lingua!

                       AFR.

                     Gli , che da gran tempo
    Io non vedevo il tuo volto glorioso,
    E il rivederlo in me dest tal gioia
    Qual esprimer non posso!... Ed  ciarliera
    La gioja!

                       GHEV

             Ah, dove son quei lieti giorni
    In cui da te mai non stavam divisi!

                      NABUCO

    Ghev, tu pure?

                      BRHAM

                  Oh, i bei giorni!

                     KUNAREND

                                   Io questa vita
    Odio pi della morte!

                      NABUCO

                         Perch?

                       KUN.

                                Vinta
    Non abbiam noi tutta la terra?... Dunque
    Pi sperar non poss'io ch'essa si cambi!

                      BRHAM

    Com' piccino il mondo!

                       GHEV

                           Anch'io sovente
    Lo penso; e, allora, alla mia spada dico:
    O fior di gloria, il d ch'io sar certo
    Che a te il destin purpuree rugiade
    Non dar pi,... ebben, col sangue mio
    Io ti disseter!

                      DARAB

                     Saper dovessi
    D'esser sempre sconfitto, alle battaglie
    Domani tornerei, tanto son stanco
    Io di poltrir!...

                       GHEV

                     Ah, cos vili gli uomini
    Or dunque son, perch nessun dei vinti
    Osi la fronte rialzar?...

                       KUN.

                             Codardi
    Gli animi fan le domestiche cure!
    Voglionsi, a ritemprar le schiatte umane,
    Bagni di sangue!

                      DARAB

                    Ah; un vinto esser vorrei!

                       AFR.
          (_guardando torvamente Darab_)

    Ribelle allor saresti tu?

                      DARAB

                                          Gigante,
    Non guardarmi cos!...

                       AFR.

                          Come si guarda
    Un ribelle ti insegno!

                      DARAB

                          Io tal non sono:
    Ma, se lo fossi, dei tuoi occhi al lampo
    Risponderebbe quel della mia spada!

            NABUCO (_interponendosi_)

    L'armi serbate alle vicine pugne!...

                      TUTTI

        (_con grande esplosione di gioja_)

    Ah!... Un'altra guerra!... Gloria al Re!... Deh, parla!

                      BERHAM

    Contro chi dunque pugneremo?

                       GHEV

                                Quando
    Vuoi che si parta?

                       KUN.
              (_ad alcuni scudieri_)

                      Ol, datemi l'armi!

           TUTTI (_entusiasticamente_)

    Guerra!... Guerra!



                    SCENA III

                  JERAK--Detti.

(_Jerak compare sul fondo.--Nabuco, appena lo vede,
gli fa cenno d'avvicinarsi.--Dara, all'apparir di
Jerak, si avanza pallidissima_).


                      JERAK
            (_a Nabuco, a bassa voce_)

                      Signor, verso occidente
    Volge Ixon.

              NABUCO (_ai capitani_)

                 Al novo d, guerrieri,
    Vi sar noto il pensier mio.--Qu tutti
    Fino allor m'attendete!

             (_muove verso la torre_)

                      DARA

                           Ah.... no.... Ti ferma!
    No.... Tu.... non salirai!

                      NABUCO

                              Fanciulla, scstati!
    Non prti fra il leone e la sua preda!
    Scstati.... Va!

                      DARA

                    Ah,... tu sarai soltanto
    La preda.... Tu!

            (_si getta ai suoi piedi_)

                      NABUCO

                    Mi lascia!

                      DARA

                              Ebbene, teco
    Lass verr....

                      NABUCO

                   Per Ebli e i Devi inferni,
    Pi non sfidare il voler mio!

                      DARA
      (_come pazza d'angoscia, rialzandosi_)

                                 A brani
    Tu mi puoi far,... ma a te m'avvinghio;... e teco
    Io salir, se tu salir potrai!

(_si avvinghia al collo di Nabuco disperatamente_)

                      NABUCO

    Vattene!... Solo io salir voglio!

(_con impeto d'ira le afferra le braccia per staccarla
da s.--Dara manda un grido alla stretta possente
e arrovescia il capo.--Nabuco, impietosito a
un tratto, le sostiene il capo colla destra, mentre
Dara non cessa di avvinghiarsi a lui_).

                                     No!...
    Di me stesso vergogno.... ma non posso
    Torturar queste membra!

(_Dopo un momento di esitazione, come volesse che si
compia ci che  necessario e che il compiere a lui
stesso ripugna_:)

                           Afrasb,
    Libero fammi!

(_vedendo che Afraisab si avvicina a Dara e ne afferra
le braccia_)

                 A lei pietoso sii,
    O gigante.

                       AFR.
           (_impacciato, ritraendosi_)

              Signor, fragili sono,
    Siccome puro caolin, le braccia
    Di questa donna.... ed io...

            (_i guerrieri sorridono_)

                NABUCO (_a Dara_)

                                Lasciami!

                      DARA

                                         No!

(_Nabuco fa un cenno ad Afraisab; questi riafferra
le braccia di Dara_),

                      DARA
(_a Afraisab, gemendo e resistendo nel rimaner avvinghiata
a Nabuco_)

    Ah, tu perdi il tuo re nell'ubbidirgli!

(_con un gemito pi forte cede smarrendo i sensi,--Alcune
schiave accorrono e la portano verso il fondo_)

                      NABUCO
         (_a Jerak, indicandogli Dara_)

    La sua vita ti affido....

(_sale lo scaleo della torre, poi, dall'alto a Afraisab_)

                             E a te la soglia!
    Nessun la varchi!--Al novo d, guerrieri!

(_Entra nella torre.--Afraisab sguaina la spada, va
a prendere una coppa e sale alla porta della torre_)

                       AFR.
         (_vuotando la coppa d'un fiato_)

    Gloria a Nabuco!

                      TUTTI
            (_colle coppe nelle mani_)

                    Evviva l'orgia e il sangue!




                  PARTE SECONDA

_Sulla torre Borsippa.--Agli angoli statue colossali
di mostri.--In mezzo la vetta della torre, alla
quale si accede per alcuni gradini.--Dinnanzi ai
gradini una botola, che conduce all'interno della
torre.--Vista di Babilonia e di una vasta estensione
di paese.--Notte stellata.--Dai giardini
vien l'eco dell'orgia._



                     SCENA IV

                  ARGIASP-ZALA.


                       ZALA
(_udendo le grida di guerra, che vengono dal giardino_)

    Voci di guerra!...

                       ARG.

                      Del ciel la conquista
    Forse ei promise!...

                       ZALA

                        A folle capitano
    Folli guerrieri!

                       ARG.
             (_indicando la botola_)

                    Ah.... ascolta.... Un passo!

                       ZALA
     (_appressandosi alla botola, origliando_)

                                                Ei viene.

(_si nascondono dietro una delle statue colossali.--Nabuco
compare dalla botola e sale alla vetta_)



                     SCENA V

              NABUCO--ARGIASP--ZALA.


                      NABUCO
(_dopo qualche istante di silenzio, fissando il cielo_)

    O Dio, ti sfido!--Io ti sfido; io, Nabuco
    Conquistator d'un mondo, ove le statue
    Erette a te strugger m' dato, ed hanno
    Culto maggior le mie! Io, che al volere
    Di tutti, al par di te, la forza oppongo;
    Del mio arbitrio la forza!--Io, che dispenso
    Il bene e il male!--Io, che domar dei fiumi
    L'impeto posso, e popolar deserti,
    E in cumuli di morti e di rovine
    Mutar genti e citt!

                    (_pausa_)

                        Nelle tenbre
    Vibrano ancor le mie parole; e un segno
    Di minaccia non han n ciel, n terra!...
    E sulle stelle l'occhio mio si fisa,
    Siccome sulla preda occhio di falco!

         (_sempre pi fissando il cielo_)

    Ah, parlan gli astri! Un mormorio mi giunge,
    Quale di perle lievemente scosse
    In una coppa di zaffiro!--Oh, come
    Nitida d'ogni stella ora m'appare
    La forma!... Oh, come sottilmente brilla
    Ora ogni raggio astrale, e a me discende,
    Dal mio volere attratto a me!...--Piovete,
    O tributi celesti, al re novello!
    Ecco, la luce lor si fa pi viva....
    Ed, impalpabil come l'aere, parmi,
    Che m'avviluppi una rete d'argento
    Di fulgori siderei contesta!
    Essa m'avvince.... e in me penetra,... e afferra
    Di mia vita l'essenza!...--Un'infinita
    Brama m'accende d'infinito, insieme
    Angosciosa e dolce,... e, chiaramente
    Il doppio arcan, che ogni cosa racchiude,
    In questo istante io concepisco!

              (_con grande enfasi_)

                                    Or, dunque,
    Risali, argentea rete; e, teco, in alto
    Portami!... In alto!... In alto!

           (_ergendosi della persona_)

                                    Ah, nello spazio
    Senza confini io sono! O stelle, a voi
    Giunto  Nabuco!... Alla vostra conquista
    Ei torner doman coi suoi guerrieri....
    Oggi, di tanti luminosi fiori
    Un solo ei coglier, per riportarlo
    Alla sua reggia....

     (_fissando una stella e snudando la spada_)

                       E tu sarai quel fiore,
    Tu, rosea stella!... Il fil della mia spada
    Invincibile a te recida il gambo!

(_spicca un salto fiedendo l'aria colla spada, e cade
carponi a terra mandando un grido.--Pausa.--Dai
giardini vien l'eco dell'orgia_)

                       ARG.

    Oh, la grottesca, orrenda scena!

                       ZALA

                                    Taci!

                      NABUCO
        (_carponi, percorrendo la vetta_)

    Or dov' il fiore? Oltre il confine, forse,
    Del creato son io?...

                (_tocca il suolo_)

                         Del cielo  forse
    Questa la dura e fredda volta?!

           (_tenta di alzarsi, ricade_)

                                   Ah l'astro
    Cadde su me!... Lo scuoter!

      (_si scuote e ricade carponi gemendo_)

                                Non posso!

               ZALA (_ad Argiasp_)

    Cos Nabuco ora riveggan tutti....

(_Zala e Argiasp stanno per muovere verso Nabuco,
ma sostano, vedendo che egli si trascina fino alla
gradinata e si erge un poco della persona_)

                      NABUCO

    Soldati,... a me!... Ciascuno avr una stella
    Per bottino!... Ciascun della sua spada
    Sovra la punta, come un cuor lucente,
    Un astro recher!...--Ol, ove siete
    Traditori?

(_si aggira carponi disperatamente; tenta rialzarsi
e ricade; poi si accoccola piangendo in un canto.--Zala
e Argiasp salgono alla piattaforma_)

                       ARG.
            (_avvicinandosi a Nabuco_)

              Signor!

                      NABUCO
            (_scosso, imperiosamente_)

                     Frmati, e parlami
    In ginocchio, siccome a me, Nabuco,
    Si deve.--Messaggier tu sei degli astri.
    Sta ben. Ma, prima di parlar di pace,
    Un patto impongo: tolto dalle spalle
    L'astro mi sia che os cadervi.

                       ZALA

                                    Evvia!
    Nabuco, il re dei re, l'onnipossente,
    Si fa beffa di noi, chiedendo ajuto
    Per s facile impresa!

             NABUCO (_fissando Zala_)

                          Ah, la regina
    Delle stelle  con te?... Farmi zimbello
    Essa sper dei lez suoi?...--Non io
    Nacqui a simili panie!

                  (_a Argiasp_)

                          Il braccio porgimi....
    Io stesso l'astro scoter....

(_Argiasp interroga Zala collo sguardo.--Zala
crolla il capo, come lo lasciasse arbitro di far quel
che pi gli aggrada.--Argiasp porge il braccio a
Nabuco, il quale vi si appoggia, tenta di rialzarsi con
uno sforzo supremo, ma ricade_)

                      NABUCO

                                  Oh, strazio!.... Oh strazio!
    L'astro mi schiaccia!

             (_toccandosi alla nuca_)

                         Il suo gelido disco
    Qu una piaga m'ha aperto.... e su vi pesa!
    Ha un gel che morde e d pi intensa angoscia
    D'ogni vivida vampa!... Ah, chi mi uccide?!

(_si torce, rantolando e gemendo, come in preda a spasimi
atroci, cogli occhi fisi su Argiasp_)

               ARG. (_arretrando_)

    Ah, guarda!... Guarda!... Orror, piet m'incute!
    Ah, quell'occhio!... Quel rantolo!...--La mia
    Vendetta or maledico!--Colla spada
    Assalirlo;... pagar vita con vita;...
    E, vincitore, per salir su un trono,
    Mettere il piede sul suo petto, o, vinto,
    Senza un lamento a lui l'ultimo sguardo
    Superbamente saettar:... s, questa
    Esser dovea la mia vendetta!--Ad opra
    Bieca mi trascinasti!... Opra di serpe,
    Che a tradimento addenta!... Opra d'jena,
    Che i morti assale!...--Ebben, ch'essa si compia
    Or io non voglio!--Vieni!... Sarai salva!...
    Me solo accuser!...--Purch'io quell'occhio
    Pi non riveda, e quell'orrendo rantolo
    Non oda pi, tutti i tormenti affronto!...

        (_fa atto di trascinar seco Zala_)

                       ZALA
(_arretrando, afferrandogli un braccio per trattenerlo_)

    Per regnar non nascesti!--E tu sei figlio
    Di Srak? Tu?...--No, l'impeto bestiale
    D'una lascivia, che gett un istante
    La madre nostra d'uno schiavo in braccio,
    Te concep!... Tu, come i rospi, puoi
    Gracidar ma non mordere!--Costui
    Dunque ti fa piet?... Costui, che mai
    Piet conobbe e che pass ridendo
    Fra gli eccid?... Costui, che a terra vide
    Torcersi mille nel supremo spasmo,
    Com'ora lui, e non batt palpbra?
    Strage e rapina  il nome suo! Rapina
    E strage quello dei suoi avi!... E il latte,
    Che, bambin, lo nutr, se non del tuo,
    Fu di mio padre il sangue!

       (_lo lascia e brandisce un pugnale_)

                              Or va! La sua
    Morte affretti cos; poich ti giuro
    Che rivederlo lo dovran soltanto
    O morto, o pazzo!

                 (_Nabuco geme_)

                       ARG.

                     Oh, l'affannoso gemito!
    Ei muore!

              NABUCO (_riavendosi_)

             Ohim!

                       ARG.
               (_andando a Nabuco_)

                   Signor....

                      NABUCO

                             Chi sei?

                       ARG.

                                     Argisp,
    Il tuo servo fedele.... Assai dormisti....
    Ors ti leva!

                      NABUCO

                 No.... La propria legge
    Impose il fato ad ogni creatura!
    L'uom, come te, su due piedi cammina;
    Ed il cane su quattro....--Or io su quattro
    Camminar debbo, perch un cane io sono!
    Eccoti il collo.... Mettimi il guinzaglio....

     (_vedendo che Argisp rimane immobile_)

    Non vuoi?... Comprendo!... Il mio padron non sei!
    Dov'?,.. Chi fu?...

               (_come ricordando_)

                        Ah.... Un cieco!... Io l'ho perduto....
    Sventurato!... Poich cieco due volte
    Senza il suo can divenne.

(_come colto da acuto spasimo, portando le mani alla nuca_)

                             Oh, strazio!... Oh, strazio!

(_s'erge della persona, rimane un momento immobile;
poi, come colpito da un ricordo improvviso_)

    Ah.... Dara....

                (_ricade svenuto_)

                       ZALA

                    L'udisti?...

                       ARG.

                                Della mente
    Anche nel buio quel nome gli splende!
    La sua rovina e il vitupero nostro
    Piombin dunque su lei!

                       ZALA
(_togliendosi una ciarpa che le cinge i fianchi, porgendola
a Argiasp_)

                           Ecco il guinzaglio!

                       ARG.
     (_a Nabuco, legandogli la ciarpa al collo_)

    Vieni....

(_Zala scende nella botola--Argiasp la segue, traendosi
dietro Nabuco carponi_).




                   PARTE TERZA

_Decorazione come nella Parte Prima.--Afraisab,
ritto sullo scaleo della torre, guarda Dara, la quale
vorrebbe salirlo ed  trattenuta da Ghev e da Darab.--Gli
altri guerrieri siedono intorno trincando_.



                     SCENA VI

AFRAISAB--DARA--GHEV--DARB--KUNAREND--
BERHAM  ecc.--A suo tempo JEROBOM
e GERIRH con LORASP, TOGHRUL,
GURGHIN ed altri cortigiani armati--
A suo tempo ancora ZALA, ARGIASP e NABUCO.


                BERHAM (_a Dara_)

             Vattene alfine!

               DARA (_a Afraisab_)

                            Deh, mi lascia
    Salir!

                       AFR.

          Morta tu sei se un passo muovi.

                      DARA
           (_lanciandosi verso di lui_)

    M'uccidi dunque!...

              DARAB (_afferrandola_)

                       No, peggior augurio
    Non v'ha di quel d'uccidere una donna
    Alla vigilia d'una guerra!

                      DARA

                              E voi
    Perir intanto il vostro re lasciate!

                       GHEV

    Perir?... Perch?...

                      DARAB

                       Chi osar potrebbe un arme
    Sul suo petto levar?

                      DARA

                        Qu la rivolta,
    Voi lontani fremea....

                       KUN.

                          Bast il suo primo
    Sguardo trionfator, perch svanisse
    Della rivolta ogni speranza!

                      DARA

                                E surse,
    Pi degli altri terribile, un nemico
    Contro di lui quel giorno....

                       GHEV

                                 Chi?...

                      DARA

                                        Egli stesso!

                       KUN.

    Evvia.... vattene, stolta!

                      DARA

                             Oh, non son io
    La stolta! No.... ma voi!--Noto  Nabuco
    A voi qual era in mezzo alle battaglie,
    Ov'io non lo seguii;... ma a me egli  noto,
    Soltanto a me, dal d che a questa reggia
    Fece ritorno.... Ei d'un arcana febbre
    Da allora  preda....--Un invisibil fuoco
    Ei reca in s, che lo consuma!...

               AFR. (_sprezzante_)

                                     Il fuoco,
    O svergognata, della tua lascivia!

                      DARA

    Fosse il tuo insulto verit!... Saprei
    Guarir Nabuco dal suo mal!... Ma il vero,
    Ahim, non chiude!...--Pi misterosa
    E pi crudel n' la cagione....--Io sola
    L'udii smaniar dietro l'ardente brama
    Di conquistar le stelle!... Io sola vidi
    Le orrende notti sue.... quando, al mio fianco,
    Ei spasimava tra gli incubi, come
    Un bimbo stretto da serpenti!... Io sola
    Vidi lui, re, trionfator del mondo,
    Inginocchiarsi a un mendicante ebreo!

                       AFR.

    Non pi!... Costei Nabuco insulta!

                       KUN.

                                      Sempre
    Questo dei folli fu securo indizio,
    Folli gli altri chiamar.

                       AFR.

                            Vattene!

                      DARA
            (_al colmo dell'angoscia_)

                                    E, intanto,
     Ei si perde!... Oh, tortura!... Ah, no.... m'udite:
    Accorrete a salvarlo.... Forse ancora
    Lo potete.... Stassera il mendicante
    Di Babilonia la pi alta torre
    Gli imponea di salire, e i Numi e gli astri
    Sfidarvi dalla vetta.... e, come un bimbo,
    Ei gli ubbidiva!...--Le vicine pugne,
    Ch'egli a voi promettea, son della luna
    E delle stelle la conquista!... All'alba
    Lo attenderete invano.... o a voi soltanto
    Del vostro re non torner che un'ombra
    Dall'occhio spento!...

(_vedendo che tutti si allontanano da lei crollando le
spalle_)

                          Ahim,... nessun mi ascolta!

(_Jerobom, condotto da Gerirh, e seguto da Lorasp,
Toghrul, Gurghin, e da altri cortigiani armati, compare
nel peristilio a destra_)

                      DARA
(_ad un tratto, vedendo Jerobom, con un grido_)

    Ah....  lui!... Guardate!... L!  il mendicante!
    Lo schiavo ebreo!

                       GHEV
            (_movendo verso Jerobom_)

                     Che fai tu qu?...

              LORASP (_avanzandosi_)

                                       Qu venne
    Per volere d'Argiasp.... Nessun l'offenda....

                      DARA

    Or lo vedete se una stolta io sono?
    Dei nemici del re son quelli i volti!...
    Li conoscete?--Li credeste vinti
    Dal primo sguardo di Nabuco.... e in armi
    Tornan quest'oggi alla riscossa....

              BRHAM (_a Kunarend_)

                                       Il vero
    Dunque costei forse diceva?...

              DARAB (_ai guerrieri_)

                                  In armi
    Perch son essi?

                       GHEV

                    E noi qu inermi siamo!

(_Altri cortigiani, colle spade ignude, appajono sul fondo_)

                KUN. (_vedendoli_)

    E in un agguato....

                       GHEV
            (_movendo verso la torre_)

                       Il re si salvi!

                       AFR.
         (_terribile, alzando la spada_)

                                      Niuno,
    Me vivo, passer.

                      BERHAM

                     Ma il re  in periglio!

                       AFR.

    A lui soltanto ubbidir debbo....

                       GHEV

                                    Or, dunque,
    Pera il gigante!... A noi!...

                TUTTI I GUERRIERI
           (_movendo contro Afraisab_)

                                 Il re si salvi!

                       ZALA

(_apparendo sulla soglia della porta della torre con
Argiasp, il quale tiene sempre Nabuco, carponi, al
guinzaglio, indicando Nabuco_)

    Ecco il re vostro!

(_Dara, con un grido accorre a Nabuco, si curva
verso di lui.--Nabuco le lambe le mani, poi cade
assopito.--Argiasp e Zala scendono lo scaleo_)

           LORASP, TOGHRUL, CORTIGIANI

                      Evviva Argiaspe, re
    Dei Caldei!...

                      DARA
         (_sorgendo, con grande impeto_)

                  Non ancor!... Vive Nabuco!...

                       ZALA

    Vive?... S!.... vive!.... se son vive anch'esse
    Le foglie gialle con cui giuoca il vento....

                       ARG.

    Auramazda cos vendica il sangue
    Di nostro padre.

                      DARA

                    Menti. Di tuo padre
    Lasciato avresti invendicato il sangue
    S'io sovra gli occhi t'avessi baciato!
    Me volevi colpir! Me sola!--Io sono
    Della ruina sua l'artefice!--Oh, potesse
    Ebli soffiare sulla terra, e tutti
    Struggerne i fiori ed i profumi, e quanto
    Suade a questa maledetta ebbrezza
    Che si chiama l'amore, e in cui, sul capo
    Che pi adoriam, noi evochiamo, inconsci,
    Le pi orrende bufere!

             (_scendendo, a Argiasp_)

                          Ed or, m'ascolta:
    D'amarmi un tempo tu dicevi.... Ancora
    M'ami?

                       ARG.
                 S....

                      DARA

                          Ebbene io sar tua, se, prima
    Che si compia di Bel la sacra decade,
    Ei torner qual fu.--Ma, se la fiamma
    Dell'intelletto nelle sue pupille
    Spenta ancora sar; se, come un bruto,
    Striscier a terra ancora;... allor, deh, lascia
    Ch'io rimanga con lui;... che noi, lontani,
    Ignoti, insiem possiam morire....

                       ARG.

                                     E sia.

                      DARA
               (_andando a Nabuco_)

    Vieni....

(_Nabuco fa uno sforzo per alzarsi e ricade gemendo_)

                       AFR.

(_chinandosi su di lui, scoppiando in lagrime_)

             Mio re!...

              DARA (_ad Afraisab_)

                       Il tuo braccio or gli sia trono!
    (_Afraisab si toglie Nabuco in braccio.--Dara gli
    accenna di seguirlo.--S'allontanano_).




                   ATTO QUARTO

_Terrazzo d'un vecchio giardino.--Molti cespi di
rose gialle.--In fondo la campagna.--Monti in
lontananza.--Meriggio.--Nabuco, Dara, Afraisab,
sotto una tenda, stanno asciolvendo_.



                     SCENA I

             NABUCO--DARA--AFRAISAB


                      NABUCO
            (_guardando la campagna_)

    Oh, il fulgido meriggio!... Io, pi d'ogni altra
    Ora del giorno, adoro questa.--Lieta
    Parmi ogni cosa nella luce immensa;
    Scintillan l'acque; la verzura sembra
    Sfavillante smeraldo; e l'aria, accesa
    Da un diffuso splendor, ricorda intense
    E generose idee senza confine
    Prodiganti la vita!--Piena ho l'anima
    D'una pace gioconda!--Ami tu, forse,
    O mia Dara, pi di questa, l'ore
    Misterose della notte?

                      DARA

                           Ogni ora,
    Che ti fa lieto, adoro!

              NABUCO (_ad Afraisab_)

                           E tu?

                       AFR.

                                 Risposto
    T'ha Dara per me.... Pur, s'io dovessi
    Dirti quel che ne penso.... ti direi:
    Che notte, e sera e d mi sono eguali!

                NABUCO (_ridendo_)

    Ah, il terribil gigante!... Ei non conosce
    Che un piacer: la battaglia!

                       AFR.

                                Un altro noto
    Oggi mi fu:... quel di vederti gaio,
    O Nabuco, mio re....

                      NABUCO

                        Tuo re?... Qual senso
    Hanno queste parole?

                       AFR.

                        Esse ti dnno
    Su me, su tutti, irrevocabil dritto
    E di vita e di morte!

                      NABUCO

                         Ebben.... vivete!...
    Ecco il solo voler che il re v'impone
    Da questo d....

              (_alzando una coppa_)

                    Bevo alla tua bellezza,
    O mia dolce Dara,... e alla tua forza,
    Fedele Afrasab!--Forza e bellezza
    Reggan la terra!... Ad esser mite insegni
    La bellezza alla forza; e questa, all'altra,
    Insegni la virt!...--Men sventurati
    Allor saran gli umani!

                      DARA
         (_anch'essa alzando una coppa_)

                          Al divin raggio
    Della tua mente, o mio signore!

                      NABUCO

                                   E al nembo
    Che l'oscur!

                      DARA

                 Deh, non parlar di nembi
    In quest'ora di sole!

                      NABUCO

                         Il sol risplende
    Pi vivo e puro dopo la tempesta;...
    Sicch, o Dara, alla tempesta io bevo,
    Bevo alla mia folla!

               AFR. (_con terrore_)

                         Mio re....

                NABUCO (_ridendo_)

                                   Suvvia,
    Non temere, o gigante!--Del destino
    Strano voler!... Chi pi gagliardo nacque,
    Al par di te, nelle battaglie, audace,
    Sfida la morte;... e poi, qual bimbo, trema
    All'ignoto dinnanzi.--Or io l'ignoto
    Intravvidi; sull'orlo dell'abisso
    Io m'affacciai, n pi timor m'incute!
    Del mio saldo pensier la miglior prova
     questa!... Sol chi pu narrar gli eventi
    D'un suo naufragio  salvo; e solo il pazzo,
    Che pu parlar della propria folla,
    Pu ambir di savio al nome!--Oh, come sento
    Dentro le vene rifluirmi il sangue
    Per nova giovinezza!... Io benedico
    Alla febbre trascorsa!... Dal suo fuoco
    Fatto miglior m'adergo!... Or vengan dunque!
    Qual fui mi rivedranno!

              (_squilli di trombe_)

                       AFR.
             (_andando al terrazzo_)

                            Eccoli.

                      NABUCO
         (_seguendolo, guardando fuori_)

                                   Ah, i miei
    Guerrieri!... Ghev!... Darb!...

           (_facendo cenni di saluto_)

                                    Su!... su!... Venite

                   (_a Dara_)

    E tu rimani, tenerezza mia,
    Vicina a me!

     (_Va a porsi con Dara sotto la tenda_).



                     SCENA II

ARGIASP--ZALA--BALTAZR--FASCKUN--
LORASP--TOGHRUL--GURGHIN--NUSHH--
MAHAFERID--GERIREH--JERAK--KUNAREND--
BRHAM--DARAB--GHEV.--Soldati--Dame--Detti.


                      NABUCO

    O satrapi e guerrieri,
    La mia fronte guardate.--A terra, come
    Quella d'un bruto, la vedeste china;
    Ed ora al ciel balda s'eleva!--Questa
    Mia man regale era una zampa; ed ora
    Man regal ridivenne,--Uscan guati
    Da queste labbra; e imperosa tuona
    Sovr'esse ancor la voce mia.--Per voi
    Or chi son io?...

                       ARG.

                     Nabuco il re tu sei!

                      TUTTI

    Gloria a Nabuco!

                       ZALA

                    Con te stanno i Numi!

                      NABUCO

    Alla reggia!...

                       AFR.

                   Non io!

                      NABUCO

                          Perch?

                       ARG.

                                 Signore,
    Da questo d, lontan da te, ignorato,
    Ch'io viva e muoja mi concedi!

               NABUCO (_scherzoso_)

                                  Forse
    Te colse il mal che me cogliea?

                       ARG.

                                   Dara
    Ti risponda per me!

                NABUCO (_a Dara_)

                       Parla....

                      DARA
              (_andando a Argiasp_)

                                Con lui,
    Mio re, ne andr....

                      NABUCO
              (_sorpreso, agitato_)

                        Tu?... Tu?... Con lui?... Ma quale
    Mistero  questo?

                      DARA

                     Io d'esser sua promisi
    Se eri salvo!....

                      NABUCO
(_la fisa per qualche istante interdetto; poi, fra s, cupamente,
andando a sedere sotto la tenda_)

                     Non han, dunque, n terra
    N cielo gioje per Nabuco?... Chiesi
    Gloria alla terra; e la noja raccolsi!...
    Mi volsi al cielo; e un minuto d'ebrezza
    Mi cost la folla!... E perch ancora
    A terra e cielo io sorridevo?

                (_fissando Dara_)

                                 Io guardo
    Ora quel volto.... ed il perch comprendo!
    E rivederlo non potr pi mai!...
    Pi mai!... Pi mai!...

(_abbandona il capo fra le mani.--Pausa_)

                      DARA
    (_avvicinandosi a lui, inginocchiandosi_)

                           Signor, l'ultimo addio
    Di colei che t'am d'accoglier degna....

              (_indicando Argiasp_)

    Mettere il piede sul tuo capo imbelle
    Egli poteva, ed esser re.... Me volle
    A tanta infamia preferir;... ed io
    A lui fui sacra....

                  (_alzandosi_)

                       Addio per sempre!

                      NABUCO
    (_solleva il capo; la guarda, poi seccamente_)

                                        Addio....

             (_andando ai guerrieri_)

    E noi, guerrieri, a nuove imprese!... In alto,
    In alto i cuori!--Chi chiamarmi pazzo
    Os?...--Costui, per Auramazda, io voglio
    Che nell'Eufrate abbia sepolcro!..,.--Pazzo
    Io non fui mai!--Pazzo ero forse quando
    A debellar Srmati, Egiz e Ebrei,
    Io condurvi volea?...--Pur, lo rammento,
    Su mille labbra era il sogghigno! E mille
    Mi gridarono allor: _Sogni!... folle!
    Questi nemici, che fiaccar vorresti,
    Hanno l'armi fatate!_ Ed altri: _Sono,
    Lontani tanto che sarem stremati
    Il d che ad essi giungeremo!_--Oh, i vili!
    Oh, i paurosi... Lebbra della terra!--
    Pur tronfanti noi tornammo!--E il giorno
    Ch'io delle stelle tentai la conquista,
    Pazzo ancor fui chiamato!--Or, che son gli astri?
    Dei mondi al par del nostro.--Son lontani?
    Eran lontani Egiz e Ebrei.--Le stelle
    Son pi lontane?--E sia.--Ma, dove il piede
    Innoltrare non pu, s'innoltra l'ala
    Dell'intelletto; ed io vi dir il verbo
    Onnipossente che agli astri solleva!
    Come la vostra mano avr una spada,
    Un'arme avr la vostra lingua!--Forse
    Che ad ogni guerra non convien la scelta
    Dell'armi?...--Evvia!... Io con guerrieri parlo,
    Non con bifolchi!...

(_Durante queste parole di Nabuco tutti si guardano
fra loro, come dinnanzi a chi impazzisce_)

                       GHEV
              (_freddo, titubante_)

                        O re, per questa impresa
    Vuolsi tempo e consiglio.... Ora ti piaccia
    Alla reggia tornar....

                      NABUCO

                          Cos rispondi
    Tu freddamente?

                   (_a Darab_)

                   E tu?

                      DARAB

                        Di Ghev, signore,
    Saggia mi sembra la parola!

                      NABUCO
             (_agli altri guerrieri_)

                               E a voi?

                       KUN.

    Ritorniamo alla reggia!...

                      NABUCO

                              Ah, no!... Per Ebli,
    Io tra festini e citarede ancora
    Tornar non voglio! Alla gola mi sale
    La nausea ripensandovi!

                  (_terribile_)

                           Oh, le abbiette
    Nature!... E voi, voi siete i miei guerrieri!
    Voi la parte miglior di questa greggia
    Che intorno a me si affolla?...--Ebben,... da solo
    Io compir l'eccelsa impresa!--Agli astri
    Io vo' salir!... Non pi un istante voglio
    Rimaner sulla terra!

(_strappa la spada ad Afraisab, e, invasato, la brandisce_)

                       AFR.

                        O re!

                      DARA

                             Nabuco!

                      TUTTI

    Signor!....

             NABUCO (_respingendoli_)

               Lungi da me!.. Nessuno si attenti
    D'avvicinarmi!

                    (_pausa_)

                            O Dio, che il sole accendi,
    Io ti sfido!... Io ti sfido!...---Ah... parlan gli astri!
    A me discenda la rete d'argento
    Dei raggi loro, e mi sollevi!...--O fiori
    Dell'infinito, la mia man possente
    Vi coglier!... Vo' della luna il gambo
    Recider colla spada....--A me la luna!

(_spicca un salto fiedendo l'aria colla spada, e cade a
terra con un grido_)

               TUTTI (_accorrendo_)

    Signor!...

                      NABUCO
    (_carponi, come colto da spasimi atroci_)

                     Ah.... su di me cadde la luna!

             (_toccandosi alla nuca_)

    Qu una piaga m'ha aperto!...Oh, strazio!...Oh strazio!
    Deh.... chi mi uccide?

                    (_sviene_)

            TOGHRUL (_ai cortigiani_)

                          Or sarem noi d'un pazzo
    I servi?...

              DARAB (_ai guerrieri_)

               E noi d'un bruto?...

                      LORASP

                                   Evvia, giammai
    Di Caldea risalir potr costui
    Sul trono!

                       GHEV

              Evviva Argiaspe re!

                      TUTTI

                                  Al novello
    Re di Caldea sia gloria!

                       ARG.

                            E di Nabuco
    Sul trono io salir....

          (_a Jerak, che si allontana_)

                                     Della partenza

    Or l'inno intoni il popol di Giudea.

            (_avvicinandosi a Dara_)

    Sempre con te verr l'anima mia,
    O Dara,...--Ah, il pensier che tu morrai
    Da me lontana, ogni fulgor m'oscura
    Di regale maest!

(_Zala fa atto di allontanarsi; Argiasp muove per seguirla_)

                       GHEV
   (_soffermando Argiasp, additandogli Nabuco_)

                                   Come fedeli
    Gli fummo, a te sarem fedeli Argisp:
    Questo solo pu dir chi d'uom di guerra
    Merita il nome.

    (_Nabuco rinviene a poco a poco, guasce e lambe le
    mani di Dara_)

                 AFR. (_a Ghev_)

                              Anch'io son uom di guerra,
    E tal nome pretendo; eppure a Argisp
    Io fedelt non giuro.--A re Nabuco,
    Vincitor, la giurai; e a re Nabuco,
    Il vinto, vo' serbarla!

                      DARAB

                           Del guerriero
    Pu sul labbro sonar forse il rimpianto
    Per chi mor coll'arme in pugno.... A un pazzo,
    Che va carponi, ei non pu dar che beffe!

             (_movimento di Nabuco_)

                       KUN.

    Addio, Nabuco!--Signor della terra
    Fatto t'aveva il valor nostro.... Il braccio,
    Tanto gagliardo da reggerne il peso
    Bl non ti diede;... ed or fiaccato giaci
    Come braco di monelli a scherno.

(_Nabuco stende rapidamente la mano, riafferra la
spada, s'erge terribile; ma ricade gemendo.--Tutti
arretrano spaventati, poi crollano il capo_)

                       GHEV

    Andiam!

(_Tutti si allontanano, meno Nabuco, Afraisab e Dara_).



                    SCENA III

             NABUCO--AFRAISAB--DARA
              (_il giorno tramonta_)


                      NABUCO
                 (_sollevandosi_)

                     Lontani sono alfine?... Soli
    Alfin siam noi?

                AFR. (_tremante_)

                   Signor!

                NABUCO (_ridendo_)

                          Fa cor, gigante,
    E plaudi al re!--No, non un pazzo io sono!
    Stato un pazzo sarei se in mezzo a loro
    Ritornato foss'io!--Ah, mia Dara,
    Io conquistar volevo il cielo?... Ebbene
    La mia brama  compiuta!...

(_l'abbraccia e porge la mano a Afraisab.--S'ode
un canto in lontananza_)

                      NABUCO

                               S.... Sciogliete
    Della liberazion l'inno, o Giudei!
    Io pure sciolgo il mio!...--Libero sono!
    E, come voi, lontan da Babilonia
    Io fuggir....

                 DARA--AFRAISAH

                  Tu?

                      NABUCO

                     S.... con voi....

                       AFR.

                                       Nabuco,
    Il re del mondo, fugge?!

                      DARA

                            E gloria, e trono,
    E vendetta cos tu lascerai?

                      NABUCO

    S.... Per te!

                      DARA

                  No.... Per me non vo' che insozzi
    L'infamia il nome tuo!... Costoro, vivi
    Solo per te, doman su bronzi e marmi
    Incideran l'orrenda storia; e gli uomini
    Delle pi tarde et ripeteranno:
    Che un bruto fu, chi tra i mortali ergeva
    Come un Nume la fronte!--Il mio destino
    Compier, deh, lascia.... perch il tuo si compia!
    Te solo al mondo io amo, e della vita
    T'amo ben pi;... sicch per te potrei
    Ogni angoscia soffrir, fuor del rimorso
    D'averti tolta la tua gloria.

                  (_a Afraisab_)

                                 Ah, corri,
    Corri alla reggia, Afrasab, e grida:
    _Ment Nabuco, il re, la sua folla!
    Fra voi ritorna il domator del mondo!
    A terra!... A terra!_

                      NABUCO

     (_ad Afraisab, che fa per allontanarsi_)

                           Frmati!

(_a Dara, piegando un ginocchio dinnanzi a lei e
allacciandole la persona colle braccia_)

                                   Divino
    E debol corpo di fanciulla, lascia
    Ch'io fra le braccia ora ti stringa, come
    Divoto un'ara d'alabastro!

(_pausa--poi Nabuco si alza--conduce Dara al proscenio_)

                              Ed ora
    Odi: Nabuco, il domator tremendo,
     spento in me.... La sua mission compiuta
     sulla terra:... misson feroce
    E fatal!... Ch Nabuco era la guerra!--
    Era la gloria?--Sta nell'ardue imprese
    La gloria vera; ed ardua impresa quella
    Della guerra non !--Perfidi e vili
    Nascono a mille fra le umane genti;
    E chi ai perfidi giova e i vili aggioga
    Coglie facil trionfo,... e della guerra
    La sapenza  questa!...--Eppur si strugge
    Tal sapienza da s!--Nell'urto orrendo
    Dei combattenti, cola il sangue; e l'atra
    Rugiada sembra diventar cemento!
    Un tempio  il mondo, che invisibil mano
    Assidua innalza, e di cui pietra a pietra
    Salda col sangue.... Il vincitore al vinto
    Impone arti e costumi; e il vinto a lui.
    Io soggiogai gli Ebrei colla mia lancia;
    E, colla scienza lor, gli Ebrei me han vinto!--
    Quando compiuto sar il tempio?--Ignoro!
    So che compiuta  la missione mia
    Di recar sangue;... e che compiuta, un giorno,
    La grider l'intera schiatta umana
    Com'io in quest'ora!

           (_baciando in fronte Dara_)

                        Ah, la folla ripreso
    M'avrebbe,... s,... senza di te!... Che ad essa
    Guidan del pari, se confin non hanno,
    E l'inopia e il poter; sicch Nabuco
    Pazzo divenne, possedendo il mondo,
    Come quel vecchio mandrano, a cui
    Arsa avean la miserrima capanna
    I miei soldati....

         (_interrompendosi a un tratto_)

                      Or, come mai,... perch
    Questa memoria mi torn?...

                 (_ad Afraisab_)

                               Ricordi,
    Afrasab, la scena?

                       AFR.

                       Ah.... La ricordo!
    S.... Fu la sera d'una pugna, in Libia....
    Sotto la tenda noi stavamo a mensa,
    Quando, uggiolando, entrovvi il mandrano.
    Egli i capegli si strappava; avea
    Nelle pupille della febbre i lampi,
    E gridava: _Ov' il re?... La mia capanna
    Ei m'ha distrutto,... e il suo palazzo io voglio!
    M'invidava se il mio ben mi tolse....
    E mandran dunque ei divenga, ond'io
    Possa invidiarlo alla mia volta!... A lui,
    Ecco, il vincastro io reco... A me il suo scettro!_
    Tu fulminasti d'uno sguardo il vecchio....
    Ed io.... la testa gli spaccai!...

               DARA (_inorridita_)

                                      Ah....

                      NABUCO

                                            Atroce
    Scena di guerra!...--Ah, quell'immane fiotto
    Di caldo umano sangue!...

                       AFR.

                             .... E s possente
    Che ne fu piena tutta la tua coppa!...
    Teco tu, allora, mi traesti, preda
    A uno strano terror;... tu, che veduti
    Pur tanti morti e tanto sangue avevi!
    E, senza posa e senza meta, errammo
    Tuttaquanta la notte!

                     NABUCO.

                         ... Oh, come parmi
    Rivivere in quell'ora!

                       AFR.

                          ... L'alba prima
    Ci trov in mezzo ai monti....

                      NABUCO

                                  ... In una verde
    Valle silenzosa....--La rivedo
    Come vi fossi!...--A picco, d'ogni parte,
    Sorgean pareti di granito; e solo
    Vi si accedea per una stretta gola.
    Ed io ti dissi: _Se qui entrasse quegli
    Che pi m'abborre, ed io, con una rupe,
    Quella gola chiudessi, ei prigioniero
    Rimarrebbe in eterno!_

(_pausa--Nabuco rimane un istante pensieroso; poi di
balzo_)

                           Ah, per i Numi,
    L'incantevol miraggio!

                DARA (_tremante_)

                          Ebben, che pensi?

                      NABUCO

    Penso che riveder vorrei la verde
    Valle silenzosa!

                   (_a Dara_)

                     E tu vederla
    Non vorresti con me?

                      DARA

                        Teco non devo
    Fors'io venir dove tu vai?

                       AFR.

                              La rupe
    Io, Nabuco, sar;... ma viva rupe,
    Che te prigion non chiuder, ma al varco
    Sar difesa....

                      NABUCO

                   E sia!... Ors.... gi splende
    La prima stella....

                      DARA

                       Andiam....

(_vanno tutti verso il fondo in atto d'allontanarsi.--
A un tratto Nabuco si sofferma_).

                      NABUCO
         (_a Dara, indicando di fuori_)

                                 Vedi.... Seduto
    Presso la sponda, il battellier ci aspetta,
    Che tante volte ci guid la notte
    Ignoti e soli....--Or tu lo chiama....

               DARA (_chiamando_)

                                           Ormuzde....



                   SCENA ULTIMA

                 ORMUZDE e Detti


                     ORMUZDE
(_guardando Nabuco e Dara lietamente, come riconoscendoli_)

    Ah.... siete voi, miei belli innamorati?
    Per molte sere v'ho aspettato invano,
    E m'angustiava, insieme alla moneta
    Ch'io perdevo cos, questo pensiero:
    Che non vi amaste pi!...--S bella cosa
     amarsi!...

                 AFR. (_ridendo_)

                 E andare in barca!...

                       ORM.

                                       Oh, s.... anche questo!

(_a Nabuco e a Dara, come invitandoli a precederlo_)

    Or degnatevi dunque....--Ove condurvi
    Devo stanotte?

                      NABUCO

                  All'altra sponda....

                       ORM.
              (_indicando Afraisab_)

                                       Tutti?...
    Anch'ei?

                       AFR.

            S.... Anch'io!... Su!...

                      DARA
    (_commossa, volgendo lo sguardo intorno_)

                                      Addio, mio bel giardino!

                      NABUCO

    Cresceran rose gialle anche fra i monti
    Della Libia,... cnsolati! E saranno
    Sempre le stesse!

(_Raccoglie la spada, recide il ramo d'un roseto, lo
d a Dara, poi rigetta la spada a terra.--Indi
con Dara si avvia ancora verso il fondo, mentre
Afraisab rimane immobile e perplesso fissando la
spada_)

              NABUCO (_a Afraisab_)

                     Ors,... vieni gigante?

                       AFR.
     (_indeciso, indicando la spada a terra_)

    Signor,... la spada!... Pur non so s'io debba
    Con noi recarla....

                      NABUCO
  (_dopo un momento d'indecisione, sorridendo_)

                       Il battellier decida!

       (_a Ormuzde, indicandogli la spada_)

    Odi: L'arbitro sei: Noi qui quell'arme
    Dobbiam lasciare, oppur con noi recarla?

                       ORM.
            (_raccogliendo la spada_)

    Un arme?.... Sempre!... Finch  tristo il mondo

(_Afraisab lo abbraccia.--Ormuzde, sorpreso, lo
guarda e ride; poi tutti si allontanano rapidamente
dal fondo_).



                 FINE DEL POEMA.





                 ERRATA--CORRIGE

  Pag. 35 linea 6   temerlo,     temerlo.

      41     23   germia       gherma.

      42      8   Scena V      Scena VI

      45     14   Chi sei!...  Chi sei?...

      48     25   Presso)      Presso

      52      9   Canta        Canta)

      52     18   stando       mandando.

      94     28   fiendendo    fiedendo.

      102    24   Feci         Fece

      104    10   o,           o

      106    17   Nabuco gli   Nabuco le

      108     6   ricade,      ricade


[Le correzioni sono state riportate]




--------------------------------------------



  F. FONTANA autore-editore

  PIAZZA MONFORTE 1--MILANO

  BAMBANN (IV edizione--elz. pag. 256.--
  _Tip. Rota--Lecco_) .  .  .  .  .  .  .  .  L. 2.--

  POESIE VECCHIE e NUOVE (III edizione--
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  VIAGGI di D. PAPA e F. FONTANA (II edizione--
  elzevir pag. 1000--2 volumi.--
  _Tip. Rota--Lecco_) .  .  .  .  .  .  .  .  "  7.50


  ALLA R. A. P. LETIZIA BONAPARTE
  (epistola.--_Tip. Rota--Lecco_) .  .  .  .  "  O.50


  _D'IMMINENTE PUBBLICAZIONE_:


  LA POLPETTA DEL RE, gran lanterna magica
  in un Prologo, 5 atti e 16 quadri.--Illustrazioni
  di E. Longoni, A. Villa, R. Galli, Balestrini, ecc.

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  =Prezzo del presente volume L. 2. 50.=





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used on or associated in any way with an electronic work by people who
agree to be bound by the terms of this agreement.  There are a few
things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
even without complying with the full terms of this agreement.  See
paragraph 1.C below.  There are a lot of things you can do with Project
Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
works.  See paragraph 1.E below.

1.C.  The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
Gutenberg-tm electronic works.  Nearly all the individual works in the
collection are in the public domain in the United States.  If an
individual work is in the public domain in the United States and you are
located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
are removed.  Of course, we hope that you will support the Project
Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
the work.  You can easily comply with the terms of this agreement by
keeping this work in the same format with its attached full Project
Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.

1.D.  The copyright laws of the place where you are located also govern
what you can do with this work.  Copyright laws in most countries are in
a constant state of change.  If you are outside the United States, check
the laws of your country in addition to the terms of this agreement
before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
creating derivative works based on this work or any other Project
Gutenberg-tm work.  The Foundation makes no representations concerning
the copyright status of any work in any country outside the United
States.

1.E.  Unless you have removed all references to Project Gutenberg:

1.E.1.  The following sentence, with active links to, or other immediate
access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
copied or distributed:

This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
almost no restrictions whatsoever.  You may copy it, give it away or
re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
with this eBook or online at www.gutenberg.org

1.E.2.  If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
and distributed to anyone in the United States without paying any fees
or charges.  If you are redistributing or providing access to a work
with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
1.E.9.

1.E.3.  If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
with the permission of the copyright holder, your use and distribution
must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
terms imposed by the copyright holder.  Additional terms will be linked
to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
permission of the copyright holder found at the beginning of this work.

1.E.4.  Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
License terms from this work, or any files containing a part of this
work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.

1.E.5.  Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
electronic work, or any part of this electronic work, without
prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
active links or immediate access to the full terms of the Project
Gutenberg-tm License.

1.E.6.  You may convert to and distribute this work in any binary,
compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
word processing or hypertext form.  However, if you provide access to or
distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
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request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
form.  Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
License as specified in paragraph 1.E.1.

1.E.7.  Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
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unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.

1.E.8.  You may charge a reasonable fee for copies of or providing
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that

- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
     the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
     you already use to calculate your applicable taxes.  The fee is
     owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
     has agreed to donate royalties under this paragraph to the
     Project Gutenberg Literary Archive Foundation.  Royalty payments
     must be paid within 60 days following each date on which you
     prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
     returns.  Royalty payments should be clearly marked as such and
     sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
     address specified in Section 4, "Information about donations to
     the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."

- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
     you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
     does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
     License.  You must require such a user to return or
     destroy all copies of the works possessed in a physical medium
     and discontinue all use of and all access to other copies of
     Project Gutenberg-tm works.

- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
     money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
     electronic work is discovered and reported to you within 90 days
     of receipt of the work.

- You comply with all other terms of this agreement for free
     distribution of Project Gutenberg-tm works.

1.E.9.  If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
electronic work or group of works on different terms than are set
forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark.  Contact the
Foundation as set forth in Section 3 below.

1.F.

1.F.1.  Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
collection.  Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
works, and the medium on which they may be stored, may contain
"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
your equipment.

1.F.2.  LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
liability to you for damages, costs and expenses, including legal
fees.  YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
PROVIDED IN PARAGRAPH F3.  YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
DAMAGE.

1.F.3.  LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
written explanation to the person you received the work from.  If you
received the work on a physical medium, you must return the medium with
your written explanation.  The person or entity that provided you with
the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
refund.  If you received the work electronically, the person or entity
providing it to you may choose to give you a second opportunity to
receive the work electronically in lieu of a refund.  If the second copy
is also defective, you may demand a refund in writing without further
opportunities to fix the problem.

1.F.4.  Except for the limited right of replacement or refund set forth
in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.

1.F.5.  Some states do not allow disclaimers of certain implied
warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
the applicable state law.  The invalidity or unenforceability of any
provision of this agreement shall not void the remaining provisions.

1.F.6.  INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
with this agreement, and any volunteers associated with the production,
promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
that arise directly or indirectly from any of the following which you do
or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.


Section  2.  Information about the Mission of Project Gutenberg-tm

Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
electronic works in formats readable by the widest variety of computers
including obsolete, old, middle-aged and new computers.  It exists
because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
people in all walks of life.

Volunteers and financial support to provide volunteers with the
assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
remain freely available for generations to come.  In 2001, the Project
Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.


Section 3.  Information about the Project Gutenberg Literary Archive
Foundation

The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
Revenue Service.  The Foundation's EIN or federal tax identification
number is 64-6221541.  Its 501(c)(3) letter is posted at
https://pglaf.org/fundraising.  Contributions to the Project Gutenberg
Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
permitted by U.S. federal laws and your state's laws.

The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
throughout numerous locations.  Its business office is located at
809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
business@pglaf.org.  Email contact links and up to date contact
information can be found at the Foundation's web site and official
page at https://pglaf.org

For additional contact information:
     Dr. Gregory B. Newby
     Chief Executive and Director
     gbnewby@pglaf.org


Section 4.  Information about Donations to the Project Gutenberg
Literary Archive Foundation

Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
spread public support and donations to carry out its mission of
increasing the number of public domain and licensed works that can be
freely distributed in machine readable form accessible by the widest
array of equipment including outdated equipment.  Many small donations
($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
status with the IRS.

The Foundation is committed to complying with the laws regulating
charities and charitable donations in all 50 states of the United
States.  Compliance requirements are not uniform and it takes a
considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
with these requirements.  We do not solicit donations in locations
where we have not received written confirmation of compliance.  To
SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
particular state visit https://pglaf.org

While we cannot and do not solicit contributions from states where we
have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
against accepting unsolicited donations from donors in such states who
approach us with offers to donate.

International donations are gratefully accepted, but we cannot make
any statements concerning tax treatment of donations received from
outside the United States.  U.S. laws alone swamp our small staff.

Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
methods and addresses.  Donations are accepted in a number of other
ways including including checks, online payments and credit card
donations.  To donate, please visit: https://pglaf.org/donate


Section 5.  General Information About Project Gutenberg-tm electronic
works.

Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
concept of a library of electronic works that could be freely shared
with anyone.  For thirty years, he produced and distributed Project
Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.


Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
unless a copyright notice is included.  Thus, we do not necessarily
keep eBooks in compliance with any particular paper edition.


Most people start at our Web site which has the main PG search facility:

     https://www.gutenberg.org

This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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